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Effetto Gazzè a Livorno

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Effetto Gazzè a Livorno

LIVORNO – Si avvertiva nell’aria sabato a Livorno l’avvio verso la conclusione di Effetto Venezia, la manifestazione che dal 31 luglio ha coinvolto e animato l’antico quartiere della Venezia. Persino in piazza del Luogo Pio, luogo in cui si sono svolti i maggiori concerti, ad attendere il concerto di Max Gazzè non erano in tantissimi. L’artista romano è salito sul palco alle 22 in compagnia di Alessandro Svampa alla batteria, di Giorgio Baldi alla chitarra e di un sintetizzatore. Già dopo il primo brano, “L’uomo più furbo”, l’impressione è stata quella di trovarsi di fronte ad un musicista e cantautore di grande talento, mai banale, rimasto semplice nonostante il successo. Quello che stupisce e affascina ogni volta sono soprattutto i testi sempre ben articolati, acuti e profondi, ma anche ironici. Con “Vento d’estate” la platea assopita è sembrata finalmente destarsi; sono seguiti poi brani come “Quel che fa paura”, “Il motore degli eventi”, “La nostra vita nuova”, di grande atmosfera. Con l’ironica “Il timido ubriaco” la folla ha cominciato anche a muoversi e cantare. A seguire, “Comunque vada”, “Colloquium vitae”, “Elogio alla sublime convivenza”, “L’amore pensato”. Sono arrivate anche “Annina”, dal divertente finale a sorpresa, la tanto attesa “Una musica può fare”, riarrangiata insolitamente, e il brano sanremese “Il solito sesso”. Dopo l’uscita di scena di rito, i musicisti hanno concluso con “Cara Valentina”, cantata dalla folla ormai rapita, e “Favola di Adamo ed Eva”, durante la quale Gazzè ha invitato sul palco Luca Faggella per i cori e ha preso forma un bel reggae alla Bob Marley con “Get up,stand up” e “Ain’t no sunshine” di Bill Withers.