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Il virus della febbre suina dilaga sul web

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Il virus della febbre suina dilaga sul web

Roma – Mentre la Gran Bretagna fa i conti con l'allarme nuova influenza, in Italia il virus A/H1N1 per il momento dilaga soprattutto sul web. E se il neonato sito britannico National Flu Pandemic Service ieri è 'saltato' a pochi minuti dall'inaugurazione, bombardato da 2.600 contatti al secondo e solo oggi ha ripreso a funzionare in scioltezza, da noi la nuova influenza ha ispirato finora migliaia di gruppi e pagine web su Facebook, il social network che ha conquistato intere generazioni.

Basta digitare 'H1N1' per trovare oltre 500 gruppi che vantano già diverse migliaia di fan, e anche un più catastrofico 'Pandemia' va forte (oltre 500 tra pagine e gruppi), benché non tutti gli spazi siano dedicati alla nuova influenza A.

E ancora, 209 gruppi sono ispirati alla 'febbre suina', 96 a 'influenza suina', mentre 'nuova influenza' ne ha totalizzati finora 42. Qualche sorpresa arriva, però, se si va a vedere di cosa si occupano davvero queste 'finestre' sul cyberspazio.

Se in molti casi si tratta di spazi con informazioni e aggiornamenti sull'andamento della pandemia e sulle misure per difendersi dal virus, altri sono dedicati ai viaggiatori che si apprestano a partire per mete 'a rischio', dalla Gran Bretagna agli Usa, fino al Messico.

Ma non mancano i siti che, fin dalla foto del profilo, si caratterizzano con spazi burleschi che sbeffeggiano le paure eccessive, inneggiano a maialini trionfanti, raffigurano personaggi celebri con la mascherina protettiva fra cui anche Barack Obama (nella foto) o ipotizzano l'arrivo di altri microrganismi dai nomi esotici o bizzarri.

Ma, soprattutto, pullulano di allusioni spinte e immagini hot, in cui più che al timore per i virus, si pensa a sesso, divertimenti particolari, zone anatomiche sexy o giochi erotici. Come emerge dalle molte foto di belle ragazze più o meno discinte.

Insomma, se in Gran Bretagna Twitter, Facebook e MySpace (i maggiori social network), sono presi d'assalto da genitori allarmati e future mamme, ma anche da persone che chiedono informazioni sugli antivirali – come riferisce anche la Bbc online – in Italia il web è sì contagiato dalla febbre suina, ma finora non sembra aver perso il sorriso.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Adnkronos Salute