Come si respira ad Arezzo? Questa mattina nel corso di una conferenza stampa sono stati presentati i dati più significativi della relazione dell’Arpat per il 2008, realizzata in collaborazione con Provincia e Comune di Arezzo."E’ una attività di rete – ha affermato l’assessore all’ambiente della Provincia, Andrea Cutini – che consente di portare avanti un programma avanzato di rilevamento che riguarda non solo la città capoluogo, ma tutto il nostro territorio". D’accordo anche l’assessore all’ambiente del Comune, Roberto Banchetti "E’ un lavoro professionale e di alto valore scientifico. Un aiuto concreto affinchè si possa riuscire a creare le condizioni per rendere la nostra città più vivibile". Ma veniamo ai dati, "la diagnosi – ha affermato il Dott. Claudio Bondi, dirigente di Arpat Arezzo – mette in evidenza una situazione con luci ed ombre poiché se da un lato si assiste ad una riduzione del numero di superamenti di PM10 e dei livelli annuali di benzene, persiste ancora, nelle zone dell’area urbana di Arezzo interessate da elevati flussi veicolari, un elevato rischio di superare i valori limite che saranno in vigore nell’anno 2010 dei livelli di concentrazione di biossido di azoto, e PM10". La tendenza per il biossido di azoto, è sfavorevole: "negli ultimi quattro anni – continua Bondi – l’indicatore annuale di questo parametro presenta mediamente un incremento dei livelli di concentrazione". L’Arpat è giunta a questa conclusione sulla base dei risultati relativi alle rilevazioni fornite dalle tre stazioni di misura della città di Arezzo. "Stazioni che nell’anno 2008 hanno fornito ottimi rendimenti annuali: la legge li fissa al 90% e quelli della rete di Arezzo oscillano tra il 96 % ed il 100 %". I risultati, sono pertanto, attendibili e affidabili sia per l’aspetto quantitativo (efficienza annuale), sia per l’aspetto rappresentativo del contesto rilevato (distribuzione omogenea dei dati validi in tutto l’anno). Nell’area urbana di Arezzo le stazioni di misura sono tre: piazza della Repubblica (stazione da traffico), via Fiorentina (stazione da traffico) ed Acropoli (stazione di fondo urbano). Entro l’anno 2009, la rete di Arezzo sarà rimodernata giacché sarà effettuata la sostituzione dell’analizzatore di PM10 installato nella stazione di misura di P.zza della Repubblica, appartenente alla rete regionale del PM10, con un nuovo strumento bicanale che effettua la misura sia del PM10 (frazione inalabile), sia del PM2,5 (frazione respirabile), mediante un principio di misura conforme a quello di riferimento definito dall’attuale normativa vigente. Nelle stazioni dell’area urbana, il monossido di carbonio è a livelli significativamente inferiori al valore limite. Per l’indicatore della media annuale di biossido di azoto, i valori sono conformi al limite per le stazioni di Acropoli (valori inferiori del 66,7 %) e di via Fiorentina (valori inferiori del 8,1 %), una situazione di difformità è invece registrata in piazza della Repubblica che supera anche al margine di tolleranza previsto per l’anno 2008 (valore decrescente di anno in anno fino al 2010 da sommare al valore limite). Ma come si relaziona il contesto dell’aria ambiente di Arezzo rispetto alle altre città della Toscana? Per effettuare questa valutazione sono stati considerati i valori degli indicatori di biossido di azoto e materiale particolato PM10 registrati dalle reti di rilevamento di Firenze, Grosseto, Lucca, Pisa e Prato nell’anno 2007 poiché alla data attuale non sono state pubblicate le relazioni relative all’anno 2008. Firenze: Le stazioni di traffico (Gramsci e Ponte alle Mosse) presentano mediamente una situazione peggiore per gli indicatori annuali (+ 14 % per il PM10, + 74 % per il biossido di azoto). Anche il numero di superamenti annuali del valore limite della media giornaliera di PM10 è peggiore con 76 casi (Via Gramsci); Grosseto: La stazione di traffico di Sonnino registra un contesto equivalente ad Arezzo per il biossido di azoto ed una situazione peggiore (+ 9 %) per il PM10. Per quanto riguarda il numero di superamenti del valore limite della media giornaliera di PM10, la situazione è migliore con 31 casi a Grosseto. Lucca: Le stazioni da traffico (Micheletto e Viale Carducci) presentano mediamente una situazione peggiore per l’indicatore annuale di PM10 (+ 31 %). Anche il numero di superamenti annuali del valore limite della media giornaliera di PM10 la situazione è peggiore (131 casi V.le Carducci). Pisa: Le stazioni di traffico (Fazio e Borghetto) presentano sostanzialmente per gli indicatori annuali di biossido di azoto e PM10 valori equivalenti ad Arezzo. Relativamente al numero di superamenti annuali del valore limite della media giornaliera di PM10, la situazione è migliore (45 casi Borghetto). Prato: Le stazioni da traffico (Ferrucci, Roma e Strozzi) presentano valori medi annuali di biossido di azoto e PM10 sostanzialmente equivalenti ad Arezzo; questa situazione è sovrapponibile anche per il numero di superamenti annuali del valore limite della media giornaliera di PM10 (52 casi Strozzi, 57 casi Roma). Dal quadro di informazioni relative alle reti della toscana riportate sopra, traspare che la rete di Arezzo si colloca in una posizione intermedia rispetto al campione delle Città Capoluogo di Provincia della Toscana. Il monitoraggio del materiale particolato PM2,5 (frazione respirabile delle polveri) effettuato mediante campagne di misura con l’autolaboratorio nelle postazioni di Via Fiorentina (postazione adiacente alla stazione di misura fissa) e di San Zeno (zona Industriale strada A) ha fornito valori medi di tutto il periodo di osservazione (39 giorni Via Fiorentina, 87 giorni San Zeno) pari a 23 µg/m3 in Via Fiorentina e 16 µg/m3 a San Zeno. Questi valori sono conformi, in misura ovviamente diversa al valore limite fissato dalla Direttiva 2008/50/CE sia quello che sarà in vigore nell’anno 2015 (25 µg/m3) sia a quello previsto per l’anno 2008 a cui è sommato un margine di tolleranza (Valore Limite = 25 µg/m3 + 5 µg/m3 Margine Tolleranza = 30 µg/m3). Per quanto riguarda infine il benzene, il valore più elevato per l’indicatore della media annuale è registrato dalla stazione da traffico di Piazza Repubblica il quale si assesta su livelli inferiori al 24 % del valore limite; le restanti stazioni registrano valori significativamente inferiori. Gli andamenti annuali dell’ultimo triennio di questo agente inquinante forniscono evoluzioni in decrescita, che in relazione all’anno precedente, si realizza con diminuzioni in alcuni casi significative fino al 37 % (stazione di fondo di Acropoli). Nella stazione rurale di fondo di Casa Stabbi ubicata nell’alpe di Catenaia nel Comune di Chitignano, finalizzata o monitorare i livelli di fondo regionali nel quale le attività antropiche hanno influenze trascurabili sulla matrice ambientale aria, sia gli ossidi di azoto totali, sia il biossido di azoto, sia il materiale particolato PM10 sono a livelli di concentrazione significativamente inferiori ai valori limite. Da segnalare che nel 2008, si sono concluse le campagne di rilevamento effettuate con l’autolaboratorio in dotazione al Dipartimento ARPAT di Arezzo nei comuni di: Laterina (postazione di P.zza Grèasque – zona Porta Rossa. Valutazione della qualità dell’aria della zona urbana limitrofa alla zona industriale di Laterina, dal quale sono state effettuate segnalazioni in merito situazioni problematiche connesse ad episodi acuti di inquinamento atmosferico). La prevalenza degli inquinanti è inferiore ai rispettivi valori limite. Il PM10 registra un contesto sovrapponibile a quello dell’area urbana di Arezzo; Castiglion Fiorentino (postazione di Corso Italia. Valutazione della qualità dell’aria nel centro storico soggetto a ZTL); la prevalenza degli inquinanti è inferiore ai rispettivi valori limite. Il PM10 registra un contesto peggiore a quello dell’area urbana di Arezzo; Cortona (postazioni della Fratta – presso ospedale S. Margher
ita e di Camucia P.zza Sergardi. Analisi dell’evoluzione dei livelli degli agenti inquinanti in relazione alla precedente campagna effettuata nel periodo 2004-2005, in particolare per la postazione della Fratta, valutazione dei livelli relativi alle situazioni ante e post operam, per osservare l’eventuale contributo del traffico veicolare afferente al nuovo plesso Ospedaliero "Santa Margherita" costruito recentemente presso l’abitato della Fratta). La prevalenza degli inquinanti è inferiore ai rispettivi valori limite. Il PM10 registra un contesto in un caso equivalente (Fratta) e nell’altro peggiore (Camucia) a quello dell’area urbana di Arezzo. L’attivazione della nuova struttura ospedaliera, in relazione ai dati registrati nelle campagne di monitoraggio ante e post operam, non ha prodotto in questa prima fase variazione sostanziali. Rispetto alle misure del periodo 2004-2005, la postazione di Camucia presenta un peggioramento per il biossido di azoto ed il materiale particolato PM10.
Per quanto attiene il benzene, è stata effettuata una campagna di monitoraggio del territorio provinciale mediante campionatori passivi nei territori dei Comuni di Bibbiena (SR71), Cortona (Camucia – Via Regina Elena, incrocio SR71), Montevarchi (Via del Tiglio, incrocio IPERCOOP), e Sansepolcro (SP 43). "Ci tengo a far notare – ha concluso Bondi – che gli standards di qualità dell’aria, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, rappresentano il rischio sanitario ritenuto accettabile, il compromesso quindi tra le necessità di mobilità e l’obbligo di protezione della salute.
Al riguardo in Italia sono stati condotti in Italia studi epidemiologici sugli effetti sanitari dell’inquinamento da traffico nelle maggiori città. Gli esiti evidenziano correlazioni significative tra l’esposizione all’inquinamento dell’aria in ambiente urbano e la salute (mortalità, ricoveri); in funzione dei livelli di concentrazione degli inquinanti si può avere un aumento di alcuni punti percentuali sulla mortalità per effetti a breve termine (studio MISA II); un altro studio ha rilevato che i decessi collegati all’inquinamento urbano dell’aria, nelle città indagate, sono paragonabili come numero a quelli dovuti agli incidenti stradali nelle stesse aree.