Petardi contro il Gay Village: due feriti

ROMA – Tentativo di aggressione nella notte al Gay Village alla vigilia del Roma Pride 2010. Dei petardi sono stati lanciati nell'area del villaggio. I responsabili non sono stati individuati, ma fortunatamente non ci sono state le conseguenze gravi, solo due persone ferite in modo lieve.
Nella notte inoltre tutti i manifesti del Gay Pride apparsi a Roma sono stati coperti. La scritta 'Roma è gay' è stata trasformata in 'Roma per la famiglia'. ''Una iniziativa goliardica – ha chiarito in una nota il comitato Roma per la famiglia -ma carica di significato, per ribadire la contrarietà dei cittadini romani al riconoscimento dei matrimoni gay e all'adozione di figli da parte di coppie gay''.
"La cosa sconcertante è che qualcuno vuole rovinare la festa a tutte le persone che affollanno il Gay Village, un luogo pacifico di aggregazione e intrattenimento", ha detto Anna Chiara Marignoli, responsabile della direzione artistica dell'evento, commentando il lancio di petardi. "Episodi di questo genere non vanno mai sottovalutati – dichiara da parte sua Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma -, perché vogliono colpire la libertà di tutte e tutti".
Solidarietà agli organizzatori del Gay Village è stata espressa dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''Roma è città tollerante che ripudia la cultura della violenza, qualunque essa sia'', ha detto il primo cittadino. L'episodio è stato condannato anche dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
Intanto, oggi sfila per le strade della capitale il Roma Pride 2010. Il corteo coloratissimo, accompagnato da carri, fischietti e musica, si è aperto con un matrimonio simbolico di una coppia gay e di una coppia lesbica accompagnato da un bacio collettivo dei manifestanti.
Omosessuali ma non solo hanno partecipato all'evento. Alla manifestazione dell'orgoglio gay erano presenti, infatti, tanti giovani, famiglie e esponenti del mondo politico. "Serve un morto prima di fare una legge contro l'omofobia? – chiede Vladimir Luxuria -. Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge di civiltà".
Dal corteo del Roma Pride gli organizzatori lanciano un messaggio commentando il lancio di petardi contro il Gay Village. "Non ci faremo intimidire – assicura l'esponente della comunità lgbt, Aurelio Mancuso – quello che a noi interessa è manifestare contro ogni tipo di violenza. Quello di oggi non è solo il Pride di Roma ma di tutto il Paese. Oggi più che mai è necessario impegnarsi per una legge contro l'omofobia".
"Il Gay Village – ha sottolineato da parte sua Imma Battaglia , presidente Di' Gay Project – è un luogo che accoglie tutti, appartiene a tutta la città di Roma e non solo alla comunità omosessuale. E' un luogo pacifico dove si sta serenamente insieme. Noi siamo qui uniti e compatti contro ogni forma di violenza". "Siamo in un percorso di grandi cambiamenti – ha aggiunto Battaglia – e si sa che i cambiamenti sono difficili da digerire". ''Ai fatti accaduti questa notte al Gay Village o ai manifesti affissi per Roma in queste ore la nostra risposta – aggiunge – sarà quella di continuare a rivendicare i nostri diritti, in modo visibile e sereno".
Anche il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha espresso la sua solidarietà. "Una manifestazione gioiosa, serena e partecipata – ha detto riguardo al Roma Pride -, che ha risposto nel modo migliore, cioè ignorandole, alle inaccettabili provocazioni della vigilia". "Le istituzioni condannano fermamente ogni tentativo di aggressione o intimidazione, respingono al mittente sterili provocazioni, si battono e si batteranno sempre contro ogni forma di discriminazione o pregiudizio", ha aggiunto.

Articlolo scritto da: Adnkronos