Arezzo città a bolletta zero

Arezzo – Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola di Arezzo, sta usando nuovi strumenti di azione politica, basati sulla partecipazione diretta di iscritti, simpatizzanti, cittadini, esperti. Gli open world cafè sono incontri tematici, organizzati con l’obiettivo di condividere il programma e fare emergere le proposte più significative, coinvolgendo in maniera diretta e attiva tutti gli intervenuti. Iniziamo oggi a pubblicare le pagine di programma costruito coi cittadini.

Una città che sostiene lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, opponendosi al nucleare e alle scelte inquinanti, che tratta i rifiuti come una risorsa, che pensa ad uno sviluppo sostenibile.

Per costruire una città che azzera le bollette energetiche, è fondamentale in primo luogo realizzare un lavoro costante di educazione e sensibilizzazione. Promuovere quindi una campagna di sensibilizzazione sull’uso di energie rinnovabili per educare ma anche per fornire risposte tecniche, incentivando nelle scuole, campagne educative per la sostenibilità anche diffondendo le pratiche virtuose (es: distributori di acqua sfusa, interventi per ridurre lo spreco di calore, ecc.)

Le risorse energetiche devono essere un punto basilare dell’azione amministrativa. Il Comune deve favorire la riconversione energetica (riduzione sprechi,impianti solari,ecc.) dell’edilizia privata sia semplificando le procedure sia dando garanzie alle banche per far ottenere mutui. Rafforzare i vincoli sia energetici che di bioedilizia per le nuove costruzioni, così come va fatta una attenta riconversione energetica, a partire dall’ istallazione di pannelli fotovoltaici, nelle strutture Pubbliche (soprattutto e prioritariamente le scuole), nelle aree industriali, artigianali, ecc.

Analogo ragionamento vale anche per piccoli impianti eolici. I parcheggi a raso vanno trasformati in parcheggi energetici, coprendo quindi gli spazi con pannelli fotovoltaici. Diffusione di pratiche di azionariato popolare per la realizzazione di progetti (es. pala eolica)

Vista la presenza nel nostro comune di numerosi annessi e fabbricati con coperture in amianto, bisogna favorire e promuoverne lo smaltimento attraverso l’utilizzo degli incentivi statali. L’integrazione totale di un impianto su un tetto unita alla rimozione di eternit viene premiata con dei bonus quindi L’operazione che potrebbe fare il comune è quella di rimuovere l’amianto ed installare pannelli solari a costo zero, assumendo la quota dell’incentivo statale.

Il Comune si dovrà fare promotore e garante di accordi con Enel, banche, ditte installatrici per sfruttare al meglio gli incentivi per le fonti rinnovabili. Bisogna prevedere una campagna di comunicazione con gli imprenditori, gli artigiani, la Camera di Commercio perché si possano condividere delle regole chiare.

Importante fare una analisi capillare del territorio e decidere quali fonti di energia utilizzare dopo che aver compreso i consumi e i costi: il Comune potrebbe fornire un team di ingegneri, architetti, sociologi ecc… per fare il monitoraggio energetico e capire cosa si può fare in termini economici, tecnologici, architettonici mettendo in contatto il cittadino con i diversi soggetti.

I rifiuti vanno trattati come una risorsa. Va potenziata la raccolta differenziata porta a porta con incentivi economici a chi differenzia e riduce la produzione di rifiuti: obiettivo portare la raccolta differenziata ad Arezzo almeno al 65-70%. Si paga solo ciò che non si differenzia!

Vanno sviluppate politiche di riduzione a monte dei rifiuti (ad esempio degli imballaggi, soprattutto nella grande distribuzione) creando apposite isole ecologiche. Nessun ampliamento dell'inceneritore sarà discusso in caso di esito negativo delle valutazioni di impatto ambientale/sanitario e comunque dopo aver potenziato la raccolta differenziata ogni ipotesi andrà studiata attentamente.

Va pensata una campagna di comunicazione su come separare i rifiuti e sui vantaggi per la salute, l’ambiente e l’economia possono derivarne, coinvolgendo anche la società civile, le associazioni, il volontariato, le scuole. Aprire alla partecipazione delle società “partecipate” sui trasporti, energia e rifiuti: una esigenza di democrazia ecologica. Va introdotta una capillare raccolta dei rifiuti speciali.