60 bambine fanno decollare il progetto ‘Arezzo Basket Rosa’

AREZZO – 60 bambine e siamo solo all'inizio. Si sta rivelando un'intuizione vincente il progetto "Arezzo Basket Rosa" promosso nella provincia aretina dalla Federazione Italiana Pallacanestro con l'obiettivo di creare una solida realtà di minibasket femminile. L'attività, partita a fine Settembre e completamente gratuita, ha la propria base presso la scuola primaria Curina ed è caratterizzata da un doppio intervento: il primo è la mattina con un'attività di promozione della pallacanestro portata avanti in 17 classi, mentre il secondo è il pomeriggio con gli allenamenti rivolti a tutte coloro interessate a praticare questo sport. La risposta delle bambine non si è fatta attendere, con ben 60 piccole atlete tra i 6 e gli 11 anni che hanno deciso di frequentare le lezioni pomeridiane. «Il progetto sta andando alla grande – afferma Paolo Biggio, responsabile toscano del minibasket. – Considerando che l'intervento ha coinvolto una sola scuola elementare, l'aver attirato tante bambine rappresenta un gran risultato. Tale successo non è comunque giunto completamente inaspettato perché negli ultimi anni tutti i progetti di promozione nelle scuole hanno portato risultati considerevoli: alle bambine di Arezzo abbiamo offerto un'opportunità sportiva in più e l'impegno dei nostri tecnici sta trovando adeguato riscontro». A far crescere il progetto di "Arezzo Basket Rosa" è un pool di tre istruttori composto, oltre che da Biggio, da Federico Fracassi e da Lorenzo Guccione, due tecnici messi a disposizione dal minibasket "Nova Verta" della Scuola Basket Arezzo. «Il nostro primario interesse è di far divertire queste bambine – conclude Biggio. – Vogliamo farle appassionare alla pallacanestro attraverso un'attività motoria che permetta loro di crescere e di giocare. Nel lungo termine l'obiettivo è invece di creare un solido settore femminile di pallacanestro che ci permetta di formare quelle giocatrici che, in futuro, potranno riportare il basket rosa nel territorio aretino. Si tratta di un progetto ambizioso ma questi primi mesi di attività ci fanno sicuramente ben sperare».