Fidal: ‘quello di Arezzo sarà uno stadio d’atletica di livello nazionale’

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“Uno degli stadi d’atletica più belli d’Italia”. Alfio Giomi, Presidente nazionale della Fidal non ha dubbi: “non è un campo scuola ma una vero e proprio stadio per l’atletica. Ha le dimensioni giuste e sarà strategico per l’intera Italia centrale. Il nostro impegno sarà quello di valorizzarlo e di utilizzarlo anche come un centro nazionale di riferimento tecnico. Qui potremo organizzare manifestazioni importanti di livello nazionale”.

Si annuncia quindi un grande futuro per la struttura in via di completamento e che stamani è stata oggetto di un incontro in palazzo comunale al quale hanno preso parte il Sindaco Fanfani e il Presidente della Provincia Vasai; gli assessori Ruscelli, Romizi e Dringoli; i presidenti regionale e provinciale del Coni, Salvatore Sanzo e Giorgio Cerbai; i Presidenti degli analoghi livelli della Fidal.

Lo stadio di atletica ha visto la collaborazione di Comune e Provincia ed è il frutto di un investimento di 6 milioni di euro. La conclusione dei lavori è prevista per l’inizio del prossimo autunno. Raccoglie, come ha ricordato Cerbai, l’eredità dello storico campo scuola di via Fiorentina inaugurato nel 1956 da Amintore Fanfani e realizzato dal Coni nell’ambito del progetto 100 campi scuola in Italia. Venne affidato dapprima al Provveditorato agli studi e quindi al Comune. Progressivamente prigioniera della nuova viabilità e dell’espansione del Centro Affari, la vecchia struttura si prepara a passare il testimone a quella che sta sorgendo nell’area sportiva di Arezzo dove sono presenti impianti di rugby, baseball, softball, tennis, nuoto, calcio. Senza dimenticare la progettata Foresteria dell’Atleta.

Nell’incontro di stamani lo stesso Giomi ha sottolineato l’importanza di questa integrazione e che il futuro stadio dell’atletica sia una struttura aperta alla realtà locale e alle sue diverse espressioni sportive.
Quanto alla futura gestione, convergenza sull’ipotesi che le società di atletica si consorzino per una gestione comune, sostenuta, nei limiti del possibile, dalle amministrazioni locali.