Una sola società per le partecipate. Il voto contrario a Nuove Acque.

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Le aziende pubbliche si stanno trasformando in società finanziarie senza aver prima ottenuto (solo Coingas lo ha fatto negli anni scorsi) l’adesione dei comuni-soci attraverso apposite delibere dei Consigli Comunali.
Oggi i comuni sono azionisti di scatole vuote: “sono stati così espropriati dal diritto di ogni azionista a concorrere agli indirizzi ed al controllo dei servizi erogati”, così il sindaco di Capolona, Alberto Ciolfi. Per questi motivi “abbiamo votato contro i bilanci delle nostre partecipate Csa, Coingas, Lfi e ci apprestiamo a farlo anche in Aisa” perché la sostanziale modifica dell’oggetto sociale di queste aziende non sono state discusse preventivamente nei consigli comunali.
“E’ necessario che queste società siano al più presto sciolte e creata una sola società che riunisca la parte pubblica con adeguate competenze per la definizione in modo unitario delle strategie industriali e per il controllo dei risultati in servizi essenziali per la comunità (acqua, energia, ambiente, trasporti…)”, propone Ciolfi.
Con la stesura del Bilancio 2012 di Nuove Acque è stata modificata la modalità di ammortamento degli impianti da finanziario a civilistico: questa modifica penalizza fortemente i comuni che a fine concessione, nel 2025, dovranno sborsare alcune decine di milioni di euro per ritornare in possesso dei propri impianti e dotazioni. In precedenza il “ritorno” ai comuni degli impianti era a titolo gratuito. “Anche per questo motivo, l’Amministrazione Comunale di Capolona ha espresso un voto contrario al Bilancio di Nuove Acque”.