Archeologia: Roma, il Circo Variano batte il Circo Massimo per 9 metri

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Roma, 16 lug. – (Adnkronos) – L’impianto originario del Circo Variano a Roma era più lungo del Circo Massimo. Il complesso iniziato dall’imperatore Settimio Severo, nella zona di Santa Croce in Gerusalemme, e completato da Eliogabalo era più lungo del Circo Massimo di almeno 9 metri. Questa la novità più significativa che accompagnerà la quarta edizione del Festival ‘Santa Croce Effetto Notte’, che da venerdì al 27 luglio, propone visite gratuite serali, alle 19, nell’area imperiale che circonda Santa Croce in Gerusalemme. La rassegna, presentata oggi tra gli altri da Mariarosaria Barbera, soprintendente per i Beni Archeologici di Roma, Daniela Porro, soprintendente al Polo Museale, si arricchisce dunque di importanti novità archeologiche.
Nel dettaglio, nel Circo Variano all’inizio del 2014, nel corso di un saggio per un intervento dell’Acea, è stata rimessa in luce una porzione della torre occidentale: il ritrovamento della struttura rivela anche il posizionamento delle cabine di partenza dei carri, che erano affiancate alla torre. E’ stato così possibile stabilire che l’impianto originario del Circo aveva una lunghezza superiore a quella del Circo Massimo (circa 630 metri, almeno 9 in più del Circo Massimo). La sua estensione fu poi ridotta dal successore di Caracalla, Elagabalo.
Altri interventi hanno riguardato le Terme Eleniane, edificate da Alessando Severo (222-235 d.C.), probabilmente destinate alla pubblica fruizione e chiamate così perché restaurate da Elena, madre di Costantino. Del complesso rimane visibile solo la cisterna, oggetto di lavori di restauro appena conclusi. Le Terme, infatti, furono completamente distrutte agli inizi del ‘900 per la costruzione del quartiere attuale. Sopravvisse solo la pianta del complesso, grazie a un disegno cinquecentesco del Palladio che Rodolfo Lanciani posizionò nella sua Forma Urbis. Uno scavo recente, effettuato nel mese di maggio per interventi Acea, ha rinvenuto un muro delle terme che coincide perfettamente con la pianta di Palladio. Si tratta della prima conferma dell’esattezza del disegno dell’architetto vicentino riportato all’interno della Forma Urbis del Lanciani. (segue)