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L’esperta, a Roma sfila espressione creatività

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Roma, 11 lug. (Labitalia) – “L’alta moda arriva agli onori della cronaca due volte l’anno, in gennaio e in luglio, nelle uniche due capitali che ospitano le splendide sfilate dedicate alla massima espressione della creatività, Parigi e Roma. Sono due gli unici poli attorno ai quali gravita l’alta moda, e se le passerelle parigine vantano un passato più lungo, l’alta moda capitolina gioca le sue carte sulla valorizzazione dei talenti emergenti con concorsi che premiano la giovane creatività in ambito sartoriale”. Lo dice a Labitalia Alessandra Lepri, storica del costume e organizzatrice di sfilate
“L’alta moda italiana era -fa notare- una realtà storica, fatta di sapienza sartoriale e senso artistico della creatività. A Parigi hanno iniziato prima a ‘comunicare’ attraverso le grandi sfilate, mentre in Italia abbiamo dovuto aspettare il secondo dopoguerra per mostrare al mondo intero, attraverso le sfilate, le collaborazioni con Hollywood e la presenza della stampa internazionale, i nostri tesori e le nostre produzioni eccellenti in fatto di moda”.
“L’alta moda differisce dal pret-a-porter -ricorda Alessandra Lepri- non in base a valutazioni di carattere estetico o qualitativi, ma ha una filiera più corta e non viene industrializzata. I capi sfilano alla presenza della stampa e delle clienti che li scelgono, che vengono realizzati su misura in atelier. I capi che sfilano a Roma e Parigi in questi giorni non vengono esposti nei negozi, come invece accade con le collezioni P-à-p, che passano attraverso la produzione e vengono successivamente commercializzate. La moda nasce in sartoria e i grandi sarti realizzavano capi su misura per le clienti, per le quali adattavano e personalizzavano i capi, unici e preziosi”.
“In Italia nel secondo dopoguerra, a Roma, la Hollywood sul Tevere -continua Alessandra Lepri- le sartorie iniziarono a vestire le grandi dive del cinema americano e divennero famose, anche se in realtà erano maison storiche ma sconosciute al grande pubblico. L’esaltazione mediatica del matrimonio fra Linda Christian e Tyrone Power, nel 1949, a Roma, rivelò il talento di tre giovani couturier, le Sorelle Fontana, che realizzarono per la bellissima attrice un abito da sposa fiabesco, un’incantevole fusione fra sapienza artigianale e creatività”.
“Da allora i riflettori puntati -conclude- sulla sartoria italiana iniziarono a fare emergere Roma, e Firenze (dove vennero organizzate le prime sfilate di moda italiana della storia) come capitali della moda, contrastando lo strapotere delle passerelle parigine, che fino a qual momento avevano dettato legge in fatto di couture”.