Cgil-Cisl-Uil rilanciano la mobilitazione sulle Province, 5 impegni per i candidati alle regionali

Roma, 18 mag. (Labitalia) – Una richiesta di incontro urgente inoltrata ai gruppi parlamentari, a livello nazionale, insieme a una lettera che le categorie di Cgil, Cisl e Uil del pubblico impiego, a livello regionale, hanno inviato a governatori e candidati presidente delle regioni al voto. Due iniziative parallele per lanciare un sasso “nella palude dell’immobilismo” e per un vero processo di riordino che tuteli servizi e professionalità. Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl rilanciano la mobilitazione dei lavoratori di Province e Città Metropolitane per incalzare governo e regioni, in vista del Consiglio dei ministri di oggi e delle prossime elezioni amministrative.
Nella lettera ai capigruppo parlamentari, i sindacati denunciano la situazione fortemente critica in cui versano le Province e le Città Metropolitane. “Il sovrapporsi dei tagli lineari fissati dal governo con la legge di stabilità 2015 – scrivono – al già avviato riordino delle funzioni provinciali, nonché i ritardi accumulati dal governo e dalle Regioni sull’originario cronoprogramma, stanno cancellando i servizi e compromettendo il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali”.
Di fatto, proseguono, “dopo oltre un anno dall’approvazione della legge Delrio, ancora nessun trasferimento di funzioni è stato materialmente realizzato e ogni giorno di ritardo comporta dei negativi effetti: per gli enti di area vasta che inesorabilmente si avviano al dissesto finanziario (il Mef prevede che 40 di essi non avranno risorse per giungere a fine anno); per i cittadini, privati di servizi essenziali; per i lavoratori del sistema che rischiano il posto di lavoro e il mancato riconoscimento delle competenze”.
Ma la mobilitazione cresce soprattutto a livello locale: le categorie del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil sollecitano governatori e candidati alla presidenza delle regioni al voto (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto), ad assumere “cinque impegni per rassicurare i cittadini sulla continuità e sulla qualità dei servizi, per dare una certezza di futuro ai lavoratori e alle loro famiglie”.
Cinque richieste che non possono essere eluse: “Si impegna ad approvare una legge di riordino che garantisca la tenuta dei servizi? Si impegna a garantire le risorse necessarie per il trasferimento di funzioni e personale? Si impegna ad aprire un confronto con le parti sociali per monitorare i processi e condividere le soluzioni? Si impegna a valorizzare professionalità, saperi ed esperienze mantenendo le funzioni trasferite vicine a cittadini e imprese? Si impegna a garantire un percorso di assorbimento e di stabilizzazione del personale precario?”.
Punti sui quali i sindacati attendono risposte chiare e vincolanti “non verso di noi – avvertono – ma verso elettori e cittadini che meritano servizi efficienti e di qualità”.