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Consulenti del lavoro anche per Comuni e Ced

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Roma, 28 lug. (Labitalia) – “L’Anci mette fine alle contestazioni in materia di affidamento dei servizi di consulenza del lavoro a Ced o a società commerciali”. Lo riporta Italia Oggi, aggiungendo che, “con una recente nota, l’associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) si è rivolta agli enti pubblici locali con alcune indicazioni utili ad evitare contenziosi sulla materia della consulenza lavoristica affidata a soggetti non abilitati negli appalti pubblici, delineando le competenze dei consulenti del lavoro, anche alla luce della sentenza del Consiglio di stato (n.103/15) e invitandoli ad attenersi alle regole dettate dalla legge n.12/79. L’attività di consulente del lavoro deve essere svolta da professionisti abilitati e iscritti all’albo”.
“Tale attività -precisa l’articolo- non può essere nemmeno indirettamente (ovvero, tramite società di servizi) svolta da soggetti che non siano all’uopo legittimati. L’Anci ricorda che anche il Consiglio di stato ha ribadito come la consulenza del lavoro sia appannaggio esclusivo dei consulenti abilitati e come lo svolgimento di attività ausiliarie alla consulenza medesima non consenta di soprassedere sulla qualifica professionale dell’operatore (nel senso che è l’attività ausiliaria che viene ‘assorbita’ da quella professionale, e non viceversa)”.
La presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, nell’apprezzare la nota Anci, sottolinea la chiarezza del dettato della legge n.12/79: “L’orientamento del Consiglio di Stato -spiega- è inequivocabile e ribadisce che i Ced, comunque con la necessaria assistenza dei consulenti del lavoro, possono soltanto effettuare le operazioni di calcolo e stampa dei cedolini. Mentre ogni altra attività legata alla gestione del rapporto di lavoro è materia riservata dalla legge che regolamenta la nostra professione”.