Expo: addetti alla sicurezza denunciano, ‘siamo allo sbaraglio’

Rho, 1 mag. – (AdnKronos) – “Siamo lasciati un po’ allo sbaraglio”. L’aria è quella frizzante delle inaugurazioni, i visitatori continuano a confluire sul Decumano, il viale principale che attraversa Expo 2015, la cerimonia con le frecce tricolori e’ ancora in corso, ma due giovani addetti alla sicurezza – non vogliono definirsi vigilantes – sono un po’ sconsolati.
I loro zaini, con un cambio e qualcosa da mangiare, sono appoggiati alle loro spalle, sopra un’installazione in legno. “E’ proprio questo che non va, non abbiamo un punto di appoggio all’interno, un area di raduno dove possiamo lasciare le cose”, dice uno di loro, poco più di vent’anni, con un contratto full time (da 790 euro lordi al mese, dice) con la Ivri, una delle società di vigilanza privata che ha vinto la gara per la sicurezza di Expo. Il collega, un po’ più grande e con un po’ di esperienza, fa notare che a mancare è qualcosa che è legato alla regolamentazione della sicurezza sul lavoro: “Se io – sottolinea – devo stare 12 ore in piedi a piantonare un padiglione devo avere un’area relax, un posto dove sedermi. Ci sentiamo un po’ abbandonati”.
Qui, continua, “è tutto bello per chi viene a visitare, ma per chi ci lavora un po’ meno”. I bagni per gli addetti alla sicurezza non ci sono (“dobbiamo darci il cambio”). La scelta di venire a lavorare per Expo è stata ‘quasi’ necessaria per più ragioni: “Innanzitutto non c’è lavoro, quindi quello che c’è si prende. Poi, per noi, lavorare qui significa prendere contatti per migliorare la nostra posizione”.