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Sindacati, per rinnovo contratto gomma-plastica chiesto aumento 105 euro

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Roma, 15 lug. (Labitalia) – Gli esecutivi unitari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riuniti a Milano, hanno dato il ‘via libera’ all’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto del settore gomma-plastica (oltre 140.000 i lavoratori interessati, dipendenti da più di 5.500 imprese) in scadenza il 31 dicembre 2015. Ora l’ultima parola spetta alle assemblee dei lavoratori, in maniera tale da consentire l’avvio delle trattative, presumibilmente a settembre, subito dopo l’Assemblea dei quadri e delegati per il varo definitivo, con la Federazione Gomma Plastica, Assorimap, Unionplast, Airp, tutte associazioni aderenti a Confindustria, alle quali sono già state inoltrate le lettere di disdetta.
E’ di 105 euro la richiesta di aumento salariale dei sindacati per il triennio 2016 – 2018, “una richiesta coerente – dicono – con la situazione economica attuale, che deve garantire la difesa del potere di acquisto dei salari attraverso l’incremento dei minimi, il miglioramento del welfare contrattuale e delle prestazioni lavorative”. Filctem, Femca e Uiltec confermano il ruolo insostituibile del contratto nazionale ma intendono anche affidare maggiori responsabilità e nuovi compiti al 2° livello di contrattazione, dotandolo di strumenti atti a cogliere esigenze specifiche che migliorino le condizioni di vita dei lavoratori e la competitività delle imprese.
Secondo i sindacati, il capitolo sulle relazioni industriali dovrà prevedere spazi di confronto su tutti i temi della democrazia industriale ed economica, nel pieno rispetto dell’art. 46 della Costituzione, e la sperimentazione di modelli partecipativi nelle imprese.
Sul fronte ‘caldo’ dell’occupazione, due in particolare le richieste che si avanzano. Innanzitutto, un progetto di solidarietà generazionale che favorisca l’uscita dei lavoratori anziani con l’assunzione di giovani ad orario ridotto: se il lavoratore chiede il part-time, l’azienda si deve far carico comunque della totale copertura contributiva. E poi un’attenzione particolare dovrà essere prestata alle opportunità di lavoro rivolte ai giovani attraverso progetti e percorsi definiti in alternanza studio-lavoro, in stretto rapporto con la scuola e l’Università. Sul tema dei diritti e tutele, occorre confermare il sistema vigente di tutele previste dall’attuale contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni disciplinari.
Relativamente poi alle procedure di licenziamento collettivo, vanno garantiti a tutti i nuovi assunti le disposizioni previste agli art. 4, 5 e 24 della legge 223/1991, oltre alla richiesta di due giorni in più di permesso retribuito nel congedo per paternità e permessi ulteriori in caso di ricovero del neonato (retribuiti al 30% fino ad un massimo di trenta giorni) e per patologie oncologiche. Sugli appalti i sindacati chiedono con forza di tutelare la continuità occupazionale, normativa e di reddito dei lavoratori anche in caso di cambiamento di appalto, applicando la procedure prevista all’art. 2112 del codice civile.
Infine, sul welfare contrattuale, una novità assoluta: se il costo del welfare – sostengono i sindacati – è parte del costo contrattuale, le aziende dovranno versare il loro contributo al Fondo di previdenza complementare (‘Fondogommaplastica’) a prescindere se il lavoratore lo incrementi con proprie risorse aggiuntive, garantendo in questo modo l’universalità del trattamento. Quanto al nuovo Fondo sanitario integrativo (‘Fag&P’) – operativo dal 1° gennaio 2016 – si chiede che le aziende si facciano carico per 12 mesi del contributo per l’iscrizione dei lavoratori, proprio per favorirne.