Palermo, 16 dic. (AdnKronos) – “Sostengo da almeno 25 anni che la presunzione di innocenza ha senso nel processo penale, non c’entra nei rapporti sociali. Ho sempre usato questa metafora: se invito un vicino a cena e poi lo vedo uscire con l’argenteria in tasca, non devo aspettare la sentenza della Cassazione per non invitarlo più a cena”. Così il Presidente dell’Anm Piercamillo Davigo a Palermo per la presentazione del Rapporto sulla corruzione politica della Fondazione Res. “Un altro esempio è che se il mio vicino di casa è stato condannato solo in primo grado per pedofilia, io in ossequio alla presunzione di innocenza, gli affido mia figlia di sei anni per accompagnarla a scuola? No? – dice – Perché la giustizia è una virtù cardinale, ma anche la prudenza è una virtù cardinale. Allora perché queste regole della vita di tutti i giorni non valgono nel mondo politico?”. Per Davigo “è un problema di buon senso”.
“Nella maggior parte dei casi – aggiunge – non è neanche necessario aspettare la sentenza, per la semplice ragione che basta già la difesa per allontanare uno. Cioè basta già il modo in cui si difende”. E cita un esempio: “C’è stata la condanna di un direttore dell’Asl per concorso esterno in associazione mafiosa – dice – Quando è stato arrestato, di fronte al contenuto delle intercettazioni si è difeso dicendo: ‘Fin da ragazzo mi diverto a sembrare mafioso’. Allora, di fronte a una difesa di questo genere c’è bisogno di aspettare la sentenza definitiva?”