Anmil, crescono in primi 3 mesi del 2017 infortuni e morti sul lavoro

Roma, 17 mag. (AdnKronos Salute) – Aumentano nei primi tre mesi del 2017 infortuni e morti sul lavoro che, come evidenzia il bilancio trimestrale elaborato dall’Inail al 31 marzo 2017, rispetto al periodo analogo del 2016 sono cresciuti rispettivamente del 5,9% e dell’8%. Un “dato preoccupante”, spiega all’AdnKronos Salute Franco Bettoni, presidente nazionale Anmil – Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, che ha presentato oggi a Roma al Senato il ‘1° Rapporto sulla salute e sicurezza sul lavoro’. Si tratta di un ‘annuario della sicurezza sul lavoro’ che analizza i principali interventi del legislatore, della giurisprudenza (sentenze di merito e di legittimità), della prassi amministrativa e del mondo dello studio e della ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che hanno caratterizzato in modo significativo l’anno precedente e i primi mesi dell’anno in corso.
Nel periodo 1° gennaio-31 marzo 2017 – rileva Anmil – sono stati denunciati circa 161.600 infortuni, in crescita di 9mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più preoccupante risulta l’andamanto degli infortuni mortali, che sono passati dai 176 casi dei primi tre mesi del 2016 ai 190 dell’analogo periodo 2017, con 14 vittime del lavoro in più.
“Veniamo da un periodo di 10 anni in cui la tendenza di infortuni e morti sul lavoro è stata al ribasso – osserva Bettoni – tra il 2014 e il 2016 l’incidenza si è ridotta, ma questi primi tre mesi del 2017 sono preoccupanti, e rilevano anche un aumento degli infortuni e morti femminili. Noi diciamo che c’è la necessità di mettere al centro i due soggetti fondamentali, ovvero il lavoratore e il datore di lavoro, che devono responsabilizzarsi. C’è bisogno di una cultura della sicurezza nuova, di un approccio al lavoro diverso. Dobbiamo poter essere sicuri di affermare che ‘la mattina partiamo per andare a lavoro, e la sera torniamo come siamo partiti’. Questo è il tema per cui oggi presentiamo questo Rapporto, che intendiamo ripetere annualmente”.
Dal Rapporto Anmil emerge che i livelli di efficacia delle tutele restano ancora insoddisfacenti, specialmente in alcune aree del Paese e che la situazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è allarmante, con 30.251 violazioni a fronte di 25.864 aziende ispezionate (dati Ispettorato nazionale del lavoro 2016).
E’ evidente – sottolinea l’Associazione – uno scollamento tra norme e regole formali da un lato, ed efficacia delle tutele dall’altro. C’è poi un più ampio problema di natura culturale, collegato alla necessità di veicolare e diffondere al meglio i contenuti prescritti da norme complesse alla portata di tutti. “Dobbiamo lavorare di più su una cultura della sicurezza – conclude il presidente nazionale Bettoni – dobbiamo parlarne di più, in casa, nelle scuole; dobbiamo riuscire a far capire che il lavoro è un diritto, e anche la tutela della sicurezza della salute nei luoghi di lavoro è fondamentale, per le persone e per le famiglie”.