Piccinetti (Fiera Roma): “Fiere eccellenza italiana con business da 60 mld”

Roma, 5 giu. (Labitalia) – “Attraverso le fiere italiane si sviluppano 60 mld di business all’anno. E basti considerare che nel nostro Paese mediamente abbiamo 22 mln di visitatori all’anno alle fiere, al netto dell’Expo. L’anno dell’Expo, infatti, abbiamo avuto ben 46 mln di visitatori tra Expo e le altre fiere”. Pietro Piccinetti, amministratore unico della Fiera di Roma e coordinatore della commissione per l’Internazionalizzazione di Aefi, l’associazione delle fiere italiane, sceglie questi numeri, parlando con Labitalia, per descrivere l’importanza delle fiere per la nostra economia, in occasione della prossima Giornata mondiale che si celebra mercoledì.
“Le fiere -ribadisce Piccinetti- sono uno strumento importantissimo: l’Italia ricopre la 2a posizione in Europa per valore del settore, dopo la Germania. Mentre siamo quarti al mondo per metri quadrati. E’ una delle nostre grandi eccellenze per almeno due motivi. Intanto, facciamo venire qui operatori stranieri sia quello congressuali sia fieristici, che, com’è noto, spendono tre volte quello che spende un turista ‘normale’. E’ business, e c’è tutto l’indotto che funziona e veramente crea ricchezza. E poi, il secondo motivo, portiamo le imprese italiane lì dove c’è il lavoro, attraverso le nostre fiere internazionali in tutto il mondo”.
La Giornata mondiale delle fiere che si tiene mercoledì, spiega Piccinetti, “ha un significato estremamente importante: è nata all’interno della Ufi, l’Unione internazionale delle fiere a cui anche Aefi è associata”. Una giornata decisa, prosegue, “per sensibilizzare l’opinione pubblica, le attività produttive, gli stakeholders, gli shareholders, le istituzioni sull’importanza delle fiere a livello economico”.
“L’Aefi ha sensibilizzato tutti gli associati -illustra Piccinetti- e ognuno di noi, sul territorio, ha promosso un’iniziativa. Come Aefi, a livello nazionale, invece, abbiamo organizzato tre importantissimi eventi a Roma: la mattina presso l’Ice un incontro per sviluppare e far vedere tutti i numeri che noi creiamo; nel pomeriggio al Parlamento e la sera a piazza di Pietra con un convegno sull’internazionalizzazione, per dimostrare quanto sono importanti per l’economia italiana le Fiere”.
Anche la Fiera di Roma è presente alla Giornata con una propria iniziativa. “Abbiamo organizzato un ‘in-house-concert’, un concerto -spiega Piccinetti- sponsorizzato dai nostri partner fornitori, che colgo l’occasione per ringraziare, aperto a tutte le persone che lavorano attorno a Fiera di Roma, che sono 2.500 tra dirette e indirette”.
Le Fiere non temono, sostiene Piccinetti, l’affermarsi della crescente disintermediazione favorita dalla massiccia diffusione del web. E a questo proposito racconta un aneddoto: “Nel 2000, facemmo un convegno in Cina dove un grande guru ci disse: ‘Voi operatori fieristici tra dieci anni sarete scomparsi, soppiantati dal web’. Ebbene, da quell’affermazione a oggi, i mq delle fiere mondiali sono raddoppiati. Ed è entrata nel mercato la Cina che ha completamente cambiato il paradigma, sviluppando fiere importantissime come quelle di Shangai e Canton”.
E ricordando che l’Italia “ha le fiere più antiche del mondo”, Piccinetti spiega che “stringersi la mano è un segno che non scomparirà mai, è un segno di pace e fraternità e anche di business, perché il business se fatto bene porta serenità”.
Sulla Fiera di Roma, Piccinetti parla dell’aspetto infrastrutturale: “Certamente, Fiera di Roma non è messa bene: a differenza di altre fiere internazionali abbiamo un treno regionale, che comunque serve. Certo, io mi auguro, e stiamo facendo in questo senso una grande battaglia, di avere la dignità di una stazione, dove si fermi anche il Leonardo Express da Roma Termini”. Ma “nonostante tutte queste difficoltà -conclude Piccinetti- Fiera di Roma oggi ospita 2,5 mln di visitatori all’anno, il nostro business plan ne prevede 4,5 e dunque andiamo avanti”.
Infine, sull’aggregazione in atto tra poli fieristici, Piccinetti afferma: “Mi auguro che sia una tendenza irreversibile e ringrazio i presidenti di Rimini e Vicenza che hanno fatto un grande passo creando il secondo polo fieristico italiano dopo Milano. Lo auguro perché uniti si vince: ovvio che bisogna fare le unioni fatte bene da un punto di vista patrimoniale e economia, e bisogna che le unioni abbiano un senso da un punto di vista strategico. Ma ci dobbiamo unire -conclude- per essere sempre più forti a livello internazionale”.