Professioni, Calderone (Cup): “Serve equo compenso”

Roma, 12 mag. (Labitalia) – Bene il via libera alla riforma del lavoro autonomo ma adesso è necessario intervenire sui compensi dei professionisti, con una legge sull’equo compenso. E’ quanto ribadisce, con Labitalia, la presidente del Comitato Unitario delle professioni e del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone. “Il riconoscimento economico ai liberi professionisti -spiega Calderone- è il nostro prossimo obiettivo. Quei 2 milioni e 300 mila professionisti ordinistici, che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a tutelare gli interessi della collettività, nonostante risentano più degli altri gli effetti della crisi, hanno diritto adun compenso che sia correlato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto così come sancito dall’art. 36 della Costituzione e come già accade, ad esempio, in Spagna e in Germania”.
“Non c’è mai stata, tra l’altro, una direttiva comunitaria -spiega Calderone- che chiedesse l’abolizione dei compensi minimi per i professionisti italiani come sottolinea anche il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che ha presentato un ordine del giorno di cui apprezziamo il contenuto, poiché si invita il governo a determinare dei parametri per il compenso dei lavoratori indipendenti, tenuto conto dei principi e dei vincoli derivanti in materia dall’ordinamento dell’Unione europea”.
“Per questo -ribadisce Calderone- porteremo avanti la nostra causa, che abbiamo già posto all’attenzione del parlamento e del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in quanto l’equo compenso è un tema che abbiamo fortemente voluto inserire nell’agenda politica affinché trovi un consenso quanto più ampio e trasversale”.
Per la presidente del Comitato unitario dei professionisti, “la riforma del lavoro autonomo contribuisce a dare maggiori garanzie ai liberi professionisti e maggiori tutele in tema di pagamenti”. “Le fatture relative alle negoziazioni tra lavoratori autonomi e pubblica amministrazione dovranno essere saldate entro 60 giorni e questo vuol dire -aggiunge- che saranno considerate abusive anche tutte quelle clausole che concordano un termine superiore per la corresponsione del dovuto o che prevedano la possibilità di rescindere il contratto di prestazione professionale. Un traguardo importante che tutela il lavoro dei professionisti e i loro redditi professionali”.
“Ci batteremo -spiegano Calderone- per l’equo compenso, ma anche per una maggiore semplificazione fiscale. Il decreto legge n.50/2017 introduce una serie di misure che rischiano di penalizzare troppo gli iscritti agli ordini e collegi professionali e che tra l’altro non sembrano in linea con le finalità di bilancio e di contrasto all’evasione fiscale che si intendono perseguire. E’ ingiustificata, ad esempio, l’estensione dello split payment ai professionisti e ai lavoratori autonomi che prestano servizi alla pubblica amministrazione e agli altri soggetti attratti alla disciplina con il decreto legge”.
“Così come con la riduzione del limite delle compensazioni da 15.000 a 5.000 euro si ribaltano sui professionisti maggiori costi per l’adeguamento delle polizze assicurative per l’apposizione del visto di conformità, senza dare alcun ritorno economico. Con le proposte di modifica che abbiamo presentato in audizione auspichiamo che la normativa sia più conforme al lavoro e alle responsabilità dei professionisti”, conclude Calderone.