Sicurezza per le aziende, Veneri (Cna): “Forze dell’ordine impegnate, ma con pochi mezzi”

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La sicurezza è una priorità per questo territorio ed ai primi posti nell’impegno anche delle categorie economiche. In prima linea anche Gabriele Veneri, portavoce degli orafi di Cna Arezzo che torna a prendere pubblicamente posizione dopo i fatti di via Gobetti e i furti subiti nei giorni scorsi da aziende orafe e non solo:

 “E’ un momento difficile ad Arezzo come nel resto d’Italia dove la criminalità è alta e questa è una sconfitta per il nostro paese. Sono sofferente per questa condizione, per uno stato che non sembra più capace di garantire la sicurezza dei propri cittadini e delle realtà produttive – spiega il portavoce degli orafi di Cna – Arezzo, però, ha persone impegnate nelle forze dell’ordine che sono molto valide disponibili ad aumentare la loro presenza al massimo, ma non hanno mezzi e risorse adeguate. Come rappresentante di questa categoria sento la vicinanza degli addetti alla sicurezza e sono sicuro della loro massima attenzione.”

 “La nostra è una zona abbandonata – spiega Andrea Benedetti, uno degli imprenditori orafi presi di mira – la notte è vuota a e poco illuminata, non ci sono telecamere. Ne basterebbero quattro agli ingressi di via Gobetti per monitorare le presenze notturne nella zona, almeno farebbero da deterrente. Per questo ho scritto all’assessore alla sicurezza del Comune di Arezzo. Credo che sia opportuno pensare ad un progetto di videosorveglianza come quello di Pratacci o di San Zeno anche per via Gobetti. Per questo faccio un duplice appello, perché l’amministrazione comunale prenda in seria considerazione questo problema e il progetto delle telecamere e agli imprenditori della zona perché si uniscano in questa richiesta di aiuto.”

 “Credo che il progetto della videosorveglianza in via Gobetti sia molto importante da portare avanti e da diffondere anche in altre zone – commenta infine Veneri di Cna – Le telecamere sono uno strumento molto utile anche nella fase delle indagini, ma ci deve essere la volontà di tutto il territorio. Una volta nei piccoli paesi ci si avvertiva a vicenda se c’era qualcosa di strano in zona, dovremmo recuperare anche quello spirito di vicinanza e di aiuto reciproco.”