27enne ucciso con quattro colpi alla testa

Pisa, 11 nov. – (AdnKronos) – Accasciato sul divano, con almeno quattro colpi di pistola alla testa e altre ferite e lesioni sulle gambe. Sono stati gli amici a trovare, senza vita un operaio meccanico di 27 anni nel suo appartamento nella frazione di Castel Del Bosco a Montopoli nel pisano. La scena del crimine, che si è presentata agli investigatori, poco dopo, intervenuti sabato sera su richiesta del 118, sembra quella di una vera e propria esecuzione. Al momento non si esclude nessuna pista sul movente dell’omicidio. Sul giovane, per ora, non sarebbero emersi né sospetti né ombre: è conosciuto come un serio lavoratore, dipendente di una ditta pisana di riparazione e manutenzione muletti e carrelli elevatori. Dalla casa del 27enne, che viveva solo, non sarebbe sparito nulla. Non ci sarebbero segni di effrazione sulla porta. I carabinieri, che conducono le indagini, hanno trovato il portafogli con i soldi e il telefono cellulare. E proprio dal telefonino gli investigatori contano di poter ricavare informazioni utili per rispondere alle molte domande di questo omicidio, che potrebbe essere stato dettato da un gesto d’impeto, avvolto nel giallo.
Sono stati gli amici a dare l’allarme sabato sera verso le 19, dopo che per ore e ore, non erano riusciti a mettersi in contatto con il 27enne tramite via cellulare. Il telefonino sarebbe rimasto acceso per quasi un giorno, poi si sarebbe scaricato. E sarebbe stato proprio allora che alcuni amici, non sentendolo più dalle ore 15 di venerdì scorso, quando ha smontato dal lavoro, che hanno deciso di andare di persona a casa sua per constatare di persona cosa fosse successo. Nell’appartamento, dove le luci erano ancora accese, sono così arrivati i soccorritori del 118 a cui non è rimasto altro che constatare il decesso e chiamare i carabinieri. Nella casa sono stati sequestrati anche altri supporti informatici come il Pc, nella speranza di trovare qualche indizio. Il magistrato ha disposto l’autopsia, che dovrebbe tenersi lunedì all’istituto di medicina legale dell’ospedale universitario di Pisa. Gli investigatori dell’Arma hanno raccolto anche numerose testimonianze, a partire dagli amici e i familiari ma sono stati sentiti anche i vicini di casa. Sembra che qualcuno dei vicini, che comunque avrebbe raccontato di conoscere poco il giovane, abbia detto di aver sentito venerdì sera alcuni colpiti pensando però all’esplosione di mortaretti e non di colpi di pistola.