Assofond, non ferma crescita settore fonderie, ma tendenze al ribasso

Brescia, 15 nov. (Labitalia) – Non si ferma la crescita del settore delle fonderie, ma le prospettive per il futuro non sono troppo incoraggianti. E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale del Centro Studi Assofond, resa nota in occasione del 34° Congresso tecnico di fonderia, che si è aperto oggi al Museo Mille Miglia di Brescia. La produzione fa registrare su base annua un incremento del +5,7% rispetto ai primi nove mesi del 20171: una variazione importante, considerando che lo scorso anno si è chiuso con una crescita significativa, pari al +7,1% a livello aggregato. Tutti i comparti si collocano in territorio positivo: la ghisa è al +4,1%, l’acciaio, al +14,6%, prosegue il recupero di anni in continua flessione, e i non ferrosi si attestano al +5,8%. Tuttavia, i segnali che arrivano dagli altri indicatori sembrano mettere a rischio il risultato finale del 2018.
“Come altri comparti del manifatturiero italiano – sottolinea il presidente di Assofond, Roberto Ariotti – dopo i buoni risultati dei primi mesi dell’anno anche le fonderie sono reduci da un terzo trimestre in rallentamento il 2018 si chiuderà probabilmente in linea con l’anno scorso che, ricordiamolo, è stato molto positivo, ma le previsioni per i prossimi mesi non sono altrettanto incoraggianti. Pesano indubbiamente le incertezze che caratterizzano questa fase politica, e in particolare i dubbi sul futuro delle misure di sostegno alle imprese attualmente in vigore”. I valori tendenziali confermano una dinamica regressiva: nel terzo trimestre la variazione è ancora positiva, pari al +2,3%, ma decisamente inferiore rispetto ai trimestri precedenti. Dopo il +13,1% dell’ultimo quarto del 2017, che ha beneficiato di un finale del 2016 particolarmente fiacco, si è passati al +6,8% di inizio anno e al +7,3% del secondo trimestre. La significativa flessione dell’ultima rilevazione fa dubitare su un finale d’anno in crescita. La spinta congiunturale, che nel primo trimestre aveva raggiunto il +2,8% rispetto all’ultimo quarto del 2017, già a partire dal periodo successivo è venuta meno, con variazioni congiunturali negative: -0,1% nel secondo trimestre e -3,3% in quest’ultimo quarto.
La fiducia degli imprenditori cala per il secondo trimestre consecutivo e, con 41,2 punti, raggiunge il punto più basso della serie storica considerata. Il 70,6% di chi si è espresso sul possibile andamento del quadro economico dei prossimi sei mesi crede che non ci saranno particolari turbolenze, ma solo il 5,9% pensa che la situazione potrà migliorare. Nel terzo trimestre aumentano invece in maniera significativa i pessimisti: quasi un quarto delle aziende, il 23,5%, ha un’opinione negativa. Anche per quanto riguarda il fatturato la spinta che si è vista all’inizio dell’anno, con il +2,6% del primo trimestre sull’ultimo del 2017 e, ancora, con il +3,6% del secondo sul primo, si è fermata: nell’ultimo quarto rilevato la variazione congiunturale è negativa e pari al -1,3% sull’indice generale. La tendenza ne risente e disegna una situazione di progressivo deterioramento, pur in presenza di una crescita del +4,2% del terzo trimestre 2018 sullo stesso periodo del 2017: il trend è molto simile a quello visto per la produzione, ma di intensità inferiore. Anche in termini di fatturato, nel secondo trimestre, la crescita del +11,0% faceva ben sperare sui mesi successivi, ma la previsione è stata disattesa. La componente estera è tornata a sostenere il fatturato complessivo, crescendo per il secondo trimestre consecutivo.