Borsa: bufera sull’Italia, ecco cosa temono i mercati/Adnkronos (2)

(AdnKronos) – IL DOWNGRADE DELLE AGENZIE DI RATING – Entro la fine di ottobre le agenzie di rating pubblicheranno i loro giudizi sul debito sovrano dell’Italia. Si tratta di S&P e Moody’s che, rispettivamente, assegnano al Paese un rating di BBB con outlook stabile la prima e un rating di Baa2 con outlook negativo la seconda. E’ probabile che con questi presupposti, le agenzie si pronuncino con un downgrade che metterebbe l’Italia nelle condizioni di essere solo un gradino sopra la pericolosa soglia dello speculative grade. “La perdita dello status di paese Investment Grade provocherebbe l’esclusione dell’Italia dai più importanti indici obbligazionari mondiali, scatenando la liquidazione forzata di titoli di Stato italiani da parte di molti investitori esteri, inclusa la stessa Bce, come accadde per Grecia e Cipro”, avverte Pictet Asset Management.
IL CONFLITTO CON LA COMMISSIONE EUROPEA – Uno scontro con la Commissione Europea dopo la presentazione di un progetto di bilancio fortemente espansivo è una delle eventualità a cui l’Italia potrebbe dover far fronte nei prossimi mesi destabilizzando la credibilità internazionale del Paese. Anche se è ancora prematuro immaginare cosa accadrà, “se l’Italia e la Commissione europea non riescono a trovare un compromesso, non escludiamo la potenziale riapertura di una procedura di infrazione per i disavanzi eccessivi da cui l’Italia è uscita nel 2013”, osserva un report di Barclays.
UN PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DELLE BANCHE – La giornata di Borsa è stata caratterizzata da un sell off, una vendita indiscriminata, sui titoli bancari. Gli istituti, insieme alle assicurazioni e alle società di gestione del risparmio, sono tra i maggiori detentori di Titoli di Stato e quindi del debito pubblico italiano. Il rialzo dello spread implica una perdita di valore per i Titoli di Stato, più difficili da vendere se non a tassi di rendimento più alti. La loro svalutazione a bilancio potrebbe implicare per le banche un ammanco di capitale che, se sotto le richieste della Bce, comporta manovre correttive come gli aumenti di capitale.