Casa: Di Castri (Sinteg), amministratore cambi altrimenti sparisce da mercato

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Roma, 20 dic. (Labitalia) – “L’amministratore condominiale deve attuare e divenire il cambiamento che vuole vedere intorno a sé, altrimenti è destinato a sparire dal mercato. Perché il mercato non aspetta ed entro il 2021 il panorama, ovviamente, sarà diverso. Perché, se oggi gli amministratori condominiali si muovono ancora secondo vecchi schemi, fra tre anni un buon 25% di questi professionisti non esisterà più”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Sinteg (Servizi immobiliari integrati), Francesco Di Castri, intervenendo alla seconda edizione del Remf, Real estate management forum. “E sono proprio quelli che – ha spiegato – attualmente considerano il proprio raggio di azione l’unico attuabile e consigliabile e che non ritengono fondamentale lavorare sulla loro professionalità, sul loro modo di essere e sul loro doversi confrontare, giorno dopo giorno, anche con i cugini europei o quelli d’oltreoceano. Gli altri, quelli che nel frattempo hanno capito che è importante evolversi come professionisti, potrebbero esser parte di quel 40% che sono riusciti a guadagnare una loro leadership, o di un 25% che ha preferito entrare in una rete più grande o addirittura in gruppi internazionali, quantificati in un 10% circa sul totale”.
“La scelta dell’anno 2021 – ha sottolineato Di Castri – ha un significato preciso perché, ragionando in un’ottica di medio termine, efficientare il condominio basandosi sulle competenze opportune, è ancora un percorso fattibile, auspicabile e in grado di produrre buoni margini di guadagno”. Cosa, questa, dimostrata con dati alla mano dall’advisor Vincenzo Acunto, il quale ha affermato che, “se nel 2002 si contavano, nell’immobiliare, 109 società di gestione tecnico-amministrative, nel 2018 siamo a quota 9 di cui quasi il 50% non italiane”. “Contrazione del mercato quindi? No se si guarda al mondo dei servizi, oggi come oggi, sempre più richiesti dagli utenti finali ovvero i condomini. Che cosa significa questo in termini economici? Semplice con l’aumento della domanda, ovvero delle richieste di servizi, si moltiplicano le opportunità lavorative, e quindi di profitto, per i professionisti della filiera. Fondamentale, però, è cambiare pelle, smettere di studiare e guardare solo agli aspetti normativi e dare la giusta importanza e lo spazio adeguato anche alle attività di marketing, comunicazione, management e gestione delle risorse umane”, ha detto.
Opportunità palesate al settore anche da Paolo Righi, presidente di Confassociazioni Immobiliare, tra le associazioni di categorie presenti all’interno dell’Osservatorio parlamentare sul Mercato immobiliare. “Il mercato dell’amministrazione condominiale oggi – ha evidenziato Righi – deve puntare ad offrire servizi risolutivi alle diverse problematiche insite in un ambiente condominiale. Siamo un paese dove il patrimonio immobiliare è ancora una forte leva, tanto da essere considerato l’unico comparto in grado di mettere in moto l’economia del Paese. E quindi è un dovere, per gli stessi amministratori condominiali avere una professionalità al passo con i tempi. E un diritto degli stessi essere parte attiva della categoria partecipando, con istanze adeguate, anche alle consultazioni trimestrali dell’Osservatorio”.
A parlare di un settore ancora acerbo (soprattutto per incapacità di fare rete) con un invito a cogliere le potenzialità del mercato la presidente RevCond, Deborah Furci, il responsabile progetto Gabetti Condominio, Alessandro De Biasio, e l’amministratore delegato di Sif Italia, Luca Ruffino. Senza perdere di vista l’importanza della privacy, da maggio con il Gdpr 679/2016 vestita di nuovi abiti, come ha evidenziato il fondatore di Privacy and Legal Advice 2018, Carlo Pikler, autore del primo codice di condotta privacy in ambito condominiale.
Tra le proposte concrete offerte al settore e presentate durante il Remf, c’è ShoppingFlow, una app studiata per trasformare i consumi quotidiani in ‘tesoretti’ da utilizzare per le spese di condominio. “Due – ha affermato Antonio Allegra, presidente di To You Foundation, la Fondazione che gestisce Shopping Flow – sono i fattori importanti che ne hanno determinato il lancio. In primis la predisposizione, oggi, delle persone ad utilizzare applicazioni come questa. La seconda, purtroppo legata a un dato negativo, l’aumento delle morosità in un condominio. Per cui uno strumento come ShoppingFlow, risolutore se non totalmente almeno in parte, sicuramente aiuta”.
La risposta delle sigle associative presenti al Remf chiamate al confronto (Unicondominio, presieduta e rappresentata da Marco Venier, Laic rappresentata dal vicepresidente Fabrizio Travaglia, Figiac presieduta e rappresentata da Francesco Vittorio Sciubba, Apice presieduta e rappresentata da Marco Quagliariello) non si è fatta attendere ed è stata una voce comune. Ovvero l’espressa volontà di fare squadra, di fermare questa moltiplicazione di universi associativi individualisti e stringersi a rete condividendo i saperi e le azioni. Voce un po’ fuori dal coro l’Unai, presieduta e rappresentata da Rosario Calabrese, che ancora crede fortemente nel rapporto diretto amministratore-condomino seppur consideri essenziale l’importanza di saper fare squadra.