Home Nazionale Digitale: Netcomm, con web tax perdita produttività di 2 mld nel triennio (2)

Digitale: Netcomm, con web tax perdita produttività di 2 mld nel triennio (2)

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(AdnKronos) – In particolare, nello scenario di maggiore impatto (con ipotesi di traslazione completa dell’imposta, maggiore elasticità della domanda ai prezzi, effetti sugli investimenti e base imponibile più ampia), in un triennio la produzione risulterebbe inferiore fino a circa 2 miliardi di euro rispetto allo scenario base senza imposta, con un’incidenza dello 0,06% sulla produzione complessiva dell’economia. L’impatto negativo sull’occupazione del settore arriverebbe a una perdita di circa 17 mila addetti, lo 0,07% del totale di riferimento, a fronte di un maggior gettito fiscale di poco superiore a 250 milioni di euro. Ma anche nel quadro migliore i livelli mostrano una diminuzione di produttività di circa 164 milioni di euro e una riduzione dell’occupazione di circa 1.550 addetti.
“I dati della ricerca riflettono le preoccupazioni più volte espresse da Netcomm in merito all’applicazione di una tassazione che contribuirebbe ad allargare il gap sulla competitività con gli altri paesi europei e sui mercati internazionali”, afferma Liscia. La web tax “ha in sé diversi elementi recessivi che si tradurrebbero nell’aumento dei prezzi per i consumatori e in un decremento dell’occupazione. Non dimentichiamo che il settore dell’e-commerce in Italia da diversi anni continua a crescere a due cifre rispetto al canale fisico, con un impatto sul Pil dell’1,6%, facendo registrare una bilancia positiva dell’export che oggi è di circa 4 miliardi di euro e contribuendo a creare posti di lavoro con un alto livello di alfabetizzazione”.
Come esperti del settore e-commerce, “siamo favorevoli all’applicazione di un’imposta sulle società che operano nel mercato digitale purché essa sia basata sui profitti e non sui fatturati e a parità di condizioni nel contesto fiscale, in modo che le imprese siano tassate in modo equo e non discriminatorio”. Un altro aspetto che deve essere considerato “è la protezione delle imprese: la web tax metterà inevitabilmente le aziende europee in una posizione di svantaggio rispetto a quelle non Ue, perché attualmente non disponiamo di mezzi legali per garantire l’applicabilità della tassa nei confronti di società fuori dai confini europei. Le imprese e in particolari le pmi, alla base del tessuto economico italiano, devono poter crescere e innovare: la web tax disincentiverebbe la loro espansione e gli ulteriori investimenti, ancora una volta con effetti dannosi sulla competitività dell’Ue e perdita di posti di lavoro”, conclude Liscia.