Fisioterapia a domicilio per chi è affetto da distrofia muscolare

Il progetto è promosso dalla Uildm aretina, in sinergia con la Fondazione Graziella - Angelo Gori Onlus. Dal mese di settembre partono terapie a domicilio con professionisti per migliorare la qualità della vita

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Un progetto di fisioterapia a domicilio per gli aretini affetti da distrofia muscolare o da patologie neuromuscolari. L’iniziativa, al via dal mese di settembre e sostenuta dalla Fondazione Graziella – Angelo Gori Onlus, è promossa dalla sezione provinciale della Uildm – Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare e rappresenterà un nuovo servizio gratuito motivato dal doppio obiettivo di garantire la continuità delle terapie e di mantenere al meglio le capacità residuali dei malati. Il movimento fisico è di fondamentale importanza per chi è affetto da patologie neuromuscolari degenerative, ma per molte famiglie si tratta di un investimento economico difficilmente sostenibile perché richiede la presenza di un professionista per una fisioterapia mirata che possa guidare le azioni del corpo, evitando il danneggiamento di muscoli, tendini e articolazioni che sono già in parte compromessi. Questi alti costi limitano spesso l’accesso alle terapie e la loro continuità nel tempo.

Il progetto della Uildm, associazione con centotre soci ad Arezzo presieduta da Adriana Grotto, è dunque orientato a superare queste difficoltà e a fornire la possibilità di poter fare affidamento su un professionista che opererà a domicilio per accompagnare il paziente nell’attività fisica. Questo servizio è orientato a migliorare la vita di una persona che non può muoversi autonomamente, dando al corpo maggior elasticità e un funzionamento più armonico, favorendo la qualità della respirazione e prevenendo contratture o intorpidimenti. Per ottenere ulteriori informazioni è possibile contattare la Uildm, scrivendo a uildm.arezzo@virgilio.it. «La fisioterapia e il movimento – spiega la presidente Grotto, – migliorano la qualità della vita di chi è affetto da distrofia muscolare, aiutando a mantenere le capacità residuali e a svolgere al meglio le varie attività della vita quotidiana. Il sistema sanitario non può rispondere ai bisogni di tutti i malati, dunque questo servizio permetterà alla nostra associazione di poter facilitare terapie adeguate, professionali e costanti».