Fondazioni: De Felice, servono a riattivare ascensore sociale bloccato

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Milano, 8 nov. (AdnKronos) – Le fondazioni bancarie sono “molto importanti”, in particolare “in Paesi avanzati in cui c’è una crescita disuguale che tiene fuori alcune fasce della popolazione”, in questo senso “contribuiscono a colmare questi ‘spread’ negativi con interventi sul sociale, ad esempio sulla cultura che è uno straordinario veicolo di crescita economica”. Ben radicate sui singoli territori, puntano “ad avere una crescita più inclusiva e una maggiore distribuzione della ricchezza, soprattutto cercano di riattivare l’ascensore sociale che in Italia si è un po’ bloccato negli ultimi anni”. Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, spiega così il ruolo delle fondazioni bancarie e del loro impegno sociale che pesa sempre di più sul welfare.
Le prospettive di crescita dell’economia italiana “sono buone, anche se inferiori alla media dei paesi avanzati. Stimiamo tassi di crescita prossimi all’1% sia per quest’anno che per il 2019. Crescita non elevata ma con solidi fondamentali. L’Italia non riesce tuttavia ad agganciare i tassi di crescita medi europei. Le linee di intervento sulle quali agire vanno dal rafforzamento delle infrastrutture, al recupero sul fronte degli investimenti; rispetto ai principali partner europei abbiamo accumulato un ‘investment spread’ molto elevato che con la Germania, nostro principale concorrente, è pari a 156 miliardi di euro dal 2007 ad oggi”, spiega nel suo intervento al convegno ‘La fondazione bancaria tra finanza e impegno sociale’.
“Bisognerebbe investire di più in ricerca e sviluppo; in Italia spendiamo 356 euro in R&S per abitante mentre la media in ambito europeo è pari a 675 euro. Un altro spread da ridurre riguarda la produttività del lavoro: dal 1995 al 2017, l’Italia ha visto crescere la propria produttività dello 0,4%, un quarto della crescita dell’intera Unione europea pari all’1,6%”, aggiunge.