Giostra tempo di bilanci

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Sta diventando una consuetudine l’alternarsi di vittorie di porta Santo Spirito e Porta sant’Andrea che per il terzo anno consecutivo lasciano a secco gli altri due quartieri. Porta Crucifera torna ad essere protagonista, seppur soccombendo agli spareggi, dopo diversi anni nei quali o vinceva la Giostra oppure era fuori già al primo colpo contro il Buratto. Involuzione invece a Porta del Foro che pareva avere trovato nelle ultime edizioni o era arrivata a spareggiare oppure aveva si perso ma segnando punteggi molto alti. Ad oggi i giallo cremisi sono il quartiere che da più tempo non si aggiudicano la Lancia d’Oro con l’ultima vittoria che risale, addirittura al 2007.

In queste settimane abbiamo parlato molto di giostratori e quartieri, di strategie, allenatori. Non abbiamo dimenticato neppure gli altri protagonisti di questa manifestazioni: i cavalli. Tra questi ne vogliamo citare tre. Una menzione particolare va a Peter Pan e Napoleone i destrieri, rispettivamente, di Enrico Vedovini e Gianmaria Scortecci. Entrambi erano alla loro ultima apparizione in Piazza e nessuno dei due ha tradito le attese del proprio cavaliere. Peter Pan ha corso la sua ultima, splendida carriera, quando ormai le sorti bianco verdi erano segnate e solo la fortuna di avere sorteggiato una lancia non perfetta che si fosse spezzata nell’impatto contro Buratto poteva rimettere il quartiere in lizza per la vittoria. La lancia sorteggiata si è rivelata di buona fattura e la perfetta carriera di Peter Pan ha permesso a Vedovini di marcare un ottimo, inutile ai fini della vittoria, centro. Subito dopo avere consegnato al lancia alla Giuria Enrico ha indicato il suo cavallo e la Piazza, tutta, gli ha tributato il meritatissimo applauso, quasi una standing ovation. Napoleone di carriere ne ha corse due, quella regolamentare e lo spareggio. In entrambe perfetto ha permesso a Gianmaria di marcare sempre il 5 e di portare ai Bastioni la Lancia d’Oro. Due cavalli che lasciano la Piazza con nel migliore dei modi “marcando” nelle proprie carriere il massimo punteggio.

L’ultimo cavallo che vogliamo menzionare non ha preso parte alla sfida ma solo alla sfilata. All’altezza di Piazza San Michele, forse impaurito dal gran tifo dei propri quartieristi ha sorpreso il suo cavaliere ed il palafreniere ed è entrato all’interno di un negozio. Alcuni spettatori sono dovuti ricorrere alle cure mediche (per fortuna feriti leggermente) mentre i danni al negozio sembrano ingenti. Il pubblico che assiste alla sfilata, ormai da troppo tempo, al passaggio dei propri beniamini sfoggia un tifo da stadio che mal si addice ad un corteggio in strade anguste e con molti cavalli che vi partecipano. Quando poi a passare è il quartiere avversario si arriva al disturbo vero e proprio. E’ auspicabile, in prima battuta, un intervento delle dirigenze dei quartieri che sensibilizzino i propri sostenitori ad un comportamento consono all’occasione.

In Piazza un plauso lo dobbiamo agli Sbandieratori che hanno presentato un nuovo saggio con un grado di difficoltà elevatissimo. Le bandiere volteggiavano ininterrottamente da una parte all’altra della Piazza che, per la sua conformazione non aiuta nelle evoluzioni. Altra menzione per i Musici della Giostra che si sono cimentati sulle note de “La leggenda del Piave” in onore della Lancia d’Oro dedicata alla vittoria conseguita 100 anni fa nella 1^ Guerra Mondiale.

Da rivedere il momento nel quale il Maestro di Campo impartisce gli ordini agli Armati. La voce e la cadenza poco “marziale” ne offuscano quella che dovrebbe apparire come la massima autorità in Campo anche in questa occasione (tra l’altro l’unico momento in cui la sua voce è udibile da tutto il pubblico). Per quanto alla carriera di Cicerchia possiamo affermare che il Maestro di Campo si è comportato secondo regolamento. I figuranti di Sant’Andrea avevano infatti già oltrepassato la linea di demarcazione prima che il cavallo arrivasse davanti a loro. A questo punto è compito del Maestro di Campo decidere se i disturbi abbiano compromesso la carriera e decidere per il suo annullamento oppure ritenerla regolare. La Giostra del Saracino è, salvo errori, l’unica manifestazione di questo genere che si svolga con i figuranti lungo la lizza rendendoli, volenti o nolenti, “protagonisti” della stessa. Ad Arezzo il figurante non è mai stato pubblico. Anche solo l’essere a pochi metri dalla traiettoria del cavallo influisce sulla carriera. Molti giostratori non aretini, non abituati a questa situazione, nei lustri passati hanno fallito il loro approccio con la Giostra. Con questo non vogliamo assolutamente giustificare chi “disturba” le carriere degli avversari ma solo rimarcare l’unicità della nostra manifestazione.

Da ora e sino al prossimo giugno c’è tutto il tempo mettere in atto piccoli accorgimenti affinché la Giostra del Saracino sia sempre più bella e sempre più orgoglio per la nostra amata città.