“Il modo migliore di servire – momenti di vita professionale dell’Avv. Giorgio Ambrosoli” progetto teatrale a cura di Andrea Iodice

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Si può fare Formazione Professionale assistendo ad uno spettacolo teatrale invece che ad un classico convegno fiscale? La risposta è SI ed è ciò che hanno fatto i Commercialisti di Arezzo giovedì 7 giugno. Naturalmente la piece teatrale deve essere di spessore ed attinente, soprattutto, con le materie di studio e tutte queste condizioni le ha “Il modo migliore di servire – momenti di vita professionale dell’Avv. Giorgio Ambrosoli” scritto, diretto e curato da Andrea Iodice avvocato aretino che nella rappresentazione interpreta il ruolo del protagonista. La storia ripercorre le vicende della liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona di cui l’Avvocato Ambrosoli fu nominato Commissario Liquidatore dall’allora Governatore della Banca d’Italia Guido Carli. Era il 28 settembre 1974. Ambrosoli si trovò a fronteggiare personaggi potentissimi che avevano agganci politici ai massimi livelli e con relazioni che spaziavano dalla finanza internazionale sino alla mafia passando dalla P2 di Licio Gelli ed allo IOR di Marcinkus. Svolse il suo compito nella più assoluta solitudine se si eccettua il vertice di Banca d’Italia ed alcuni (pochissimi) fidatissimi collaboratori tra i quali il maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre. Sindona mosse tutte le pedine che poteva per evitare il fallimento della Banca e far pagare allo Stato (cioè a tutti noi) con altri finanziamenti non garantiti i debiti accumulati. Ambrosoli scoprì, per caso, l’esistenza di alcune società estere di cui la Banca Privata Italiana deteneva la proprietà e che si rivelarono le casseforti dove Sindona aveva occultato i danari. Quale Commissario Liquidatore ne assunse la guida sino a recuperare quanto precedentemente fatto sparire. L’aver portato a termine il suo lavoro senza scendere a compromessi ma servendo lo Stato con unico fine la Giustizia costerà la vita a Giorgio Ambrosoli. L’11 luglio del 1979 un sicario lo ucciderà sparandogli 4 colpi di pistola. Nel 1986 Michele Sindona viene definitivamente condannato all’ergastolo quale mandante dell’omicidio. Sindona morirà avvelenato in carcere bevendo un caffè contente cianuro quattro giorni dopo.

“Gli sarebbe bastato un sì talmente piccolo che nessuno se ne sarebbe accorto. E se qualcuno lo avesse notato, non avrebbe potuto opporre argomenti al fatto che si era trattato di un atto dovuto”. Queste parole le disse ad Umberto, figlio dell’Avvocato Ambrosoli, il magistrato Gherardo Colombo che, assieme al collega Giuliano Turone aveva condotto le indagini sull’omicidio.

Lo spettacolo di Andrea Iodice, magistralmente supportato dagli altri attori in scena, tocca il cuore non solo degli addetti ai lavori ma anche di coloro che vi assistono da semplici cittadini. Andrea ha scritto la sua opera dopo avere letto il libro “ Qualunque cosa succeda” scritto da Umberto Ambrosoli il quale il prossimo 14 giugno sarà presente alla rappresentazione che si terrà a Prato presso l’Auditorium della locale Camera di Commercio.