Manovra: Cida, ha respiro corto, al Paese servono azioni strutturali

Roma, 21 dic. (Labitalia) – “Una legge di bilancio che sembra puntare prevalentemente sulla spesa, che rischia di mancare l’obiettivo della crescita e che ipoteca il futuro con nuove clausole di salvaguardia”. Lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la Confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, nel suo intervento alla riunione sindacale convocata a Palazzo Chigi, per illustrare la legge di bilancio all’esame del Parlamento.
“Al giudizio critico sulla manovra -ha aggiunto Ambrogioni- ho voluto premettere al presidente del Consiglio un ringraziamento per la convocazione di un incontro con le organizzazioni sindacali che, auspichiamo, apra una fase di dialogo sociale non episodica. Il Paese ha bisogno di sedi in cui istituzioni e rappresentanze sociali possono confrontarsi sui grandi temi della crescita, della modernizzazione, della competitività, della produttività, della sostenibilità: c’è un grande bisogno di coesione sociale, di inclusione. Va rimesso in movimento l’ascensore sociale recuperando il riconoscimento del merito, la valorizzazione della responsabilità: equità, visione, etica sono le parole d’ordine cui legare l’azione politica e sociale”.
“Ho anche voluto esprime – ha detto il presidente Cida – al premier, Giuseppe Conte, un sincero apprezzamento per l’intesa raggiunta con Bruxelles, sia perché i dirigenti sono europeisti convinti, sia perché andava assolutamente evitato il rischio di una procedura di infrazione con conseguenti effetti negativi sul Paese. Detto questo, siamo entrati nel merito delle valutazioni sulla manovra 2019, contestandone la visione di breve termine e anticipando i punti di un programma economico che la dirigenza vuole proporre al Paese come progetto di crescita e sviluppo in un quadro di compatibilità sociale”.
“A Conte – ha spiegato – abbiamo quindi sinteticamente illustrato i punti-obiettivo del nostro programma: una politica fiscale di ampio respiro, che punti a ridurre il cuneo fiscale, attui una reale lotta all’evasione e all’elusione, realizzi una revisione mirata dell’attuale sistema di detrazioni e deduzioni; una politica economica che offra al Paese un disegno organico per il risanamento e il rilancio economico e sociale del Sud; una politica sociale che metta al centro la scuola e le politiche di education, facendo dell’alternanza scuola lavoro un punto qualificante; una politica del lavoro che realizzi una collaborazione efficace tra pubblico e privato nel mercato del lavoro e attribuisca un ruolo alla bilateralità; una politica industriale che destini risorse quanto più possibile alle politiche infrastrutturali non depotenziando industria 4.0, e finanzi la ricerca e l’innovazione tecnologica in misura in linea con i nostri competitors”.
“In questo grande progetto – ha aggiunto – di rilancio economico e sociale, occorrono anche interventi strutturali, in grado di modificare alla radice aspetti negativi e trasformarli in comportamenti virtuosi. Mi riferisco a interventi finalizzati a ‘scuotere’ e dare stimolo al capitalismo italiano per superare la sua tradizionale fisionomia familiare e aprirsi a una moderna cultura manageriale”.
“Abbiamo volutamente lasciato per ultime le nostre considerazioni sulle ultime decisioni del governo sulla politica previdenziale e sulle pensioni: ferme restando le nostre valutazioni critiche espresse e argomentate in varie occasioni, compresa la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale, abbiamo espresso al Presidente del Consiglio l’auspicio che, da parte del governo, si trovino margini per emendare quanto al momento previsto in tema di tagli alle pensioni medio-alte e di blocchi della perequazione all’inflazione”, ha concluso Ambrogioni.