Piano strutturale e Piano operativo: il gruppo di lavoro

Obiettivo: ridisegnare la Arezzo del futuro entro la fine del mandato

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Presentato dal sindaco Alessandro Ghinelli e dall’assessore all’urbanistica Marco Sacchetti il gruppo di lavoro che ha vinto l’incarico per la redazione dei nuovi strumenti di pianificazione urbanistica: Piano strutturale e Piano operativo comunale. Un’occasione anche per dare chiarimenti sul crono-programma e sui principi guida del prossimo lavoro.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il gruppo di progettazione che si è aggiudicato l’incarico per ridisegnare la Arezzo dei prossimi dieci anni, ma credo di poter dire anche per oltre, è composito e multidisciplinare. Mi preme sottolineare come dai primi incontri avuti, i professionisti che lo compongono abbiano confermato attenzione, competenza ed empatia con la città. Che evidentemente dà stimoli particolari. Attorno a questi contiamo di strutturare le idee migliori, funzionali al suo sviluppo. Ma quale sviluppo? Il tema forte di oggi credo sia proprio la risposta alla domanda: qual è l’obiettivo che ci poniamo per i prossimi venti anni? Personalmente, fin dalla campagna elettorale, ho posto un tema relazionale, legato ai bisogni dei cittadini che attengono, certamente, all’economia ma anche alla cultura e alla socialità. Mi spiego meglio con un esempio: sono reduce da un viaggio a Dresda dove ho partecipato a un incontro nell’ambito di Eurocity. Il forum si è tenuto quasi per l’intera sua durata, in una zona di Dresda completamente riqualificata. È stato interessante vedere come gli architetti hanno ‘tradotto’ una vecchia fabbrica in un luogo di relazioni di alto livello, socio-culturali, lasciando tuttavia l’80% dei materiali esistenti. Il mio desiderio è raddoppiare le anime caratterizzanti di Arezzo: accanto al manifatturiero, sottoposto ai mercati e alle loro congiunture, vogliamo una seconda gamba su cui possa reggersi il futuro, legata ad arte e turismo. Continueremo a coinvolgere e aggiornare il Consiglio Comunale su quanto sarà elaborato e a favorire la partecipazione di ordini professionali e categorie economiche”.

“Entrando nello specifico della multi-disciplinarità a cui accennava il sindaco – ha rilevato l’assessore Marco Sacchetti – ricordo che il gruppo conta 22 membri, tra i quali urbanisti, geologi, esperti in mobilità e infrastrutture, architetti, paesaggisti, ingegneri, avvocati. Prima della scadenza del mandato contiamo di arrivare alla definitiva approvazione degli strumenti di pianificazione. Chiaramente queste intenzioni possono dipendere dai tempi che gli altri enti si prenderanno per valutare il nostro lavoro. Penso, in particolare, a Regione Toscana e Soprintendenza. È necessario chiudere il procedimento quanto prima perché contiamo di favorire il rilancio del territorio dotando Arezzo di strumenti, quali Piano strutturale ma soprattutto Piano operativo, snelli e flessibili. Ci sono temi importanti, a cominciare dalle infrastrutture come il tratto aretino della Due Mari e della S.R. 71, per passare al triangolo delle cave e agli ex complessi industriali da bonificare”.

“La stessa legge regionale – ha spiegato Sergio Dinale, a capo del gruppo di lavoro – punta sul recupero, non ci sono più grandi presupposti per l’espansione urbana. Dunque anche per Arezzo il recupero dell’esistente diventerà il tema portante. Altro elemento fondamentale, sarà rendere la pianificazione territoriale motore di innovazione, per la quale il contributo dovrà essere non solo del soggetto pubblico, com’era la filosofia dei piani del passato, ma anche del privato”.

Alessandro Farnè, dirigente della direzione tecnica del Comune di Arezzo: “bisogna lavorare sulla base di idee chiare e mi pare che il Consiglio Comunale le abbia individuate. Adesso occorre uscire dalla fase delle varianti che avevano l’obiettivo di migliorare aspetti singoli e per farlo abbiamo un’occasione unica: un solo strumento. È con esso che cercheremo di risolvere i problemi del passato e al contempo aiutare la città nel suo complesso ad accogliere iniziative imprenditoriali e desideri che caratterizzeranno la città del futuro”.

“Rapidità e snellezza – ha confermato Angiolino Piomboni, presidente della Commissione assetto del territorio – come principi fondamentali dell’iter di elaborazione e del contenuto dei documenti urbanistici”.