Riapre il dormitorio in piazza San Domenico

Non cambiano le modalità di accesso. Venti volontari in più rispetto allo scorso anno

Da lunedì 3 dicembre riapre il dormitorio nei locali comunali di piazza San Domenico fino al 7 aprile. Non cambiano rispetto allo scorso anno le modalità di accoglienza e di registrazione: il dormitorio sarà fruibile da tutte le persone maggiorenni, senza fissa dimora del territorio. Sarà possibile accedervi tramite un pass personale, corredato da foto, che avrà durata massima di 15 giorni e i cui contenuti verranno trasmessi alla questura. All’interno della struttura è riservata una stanza per l’accoglienza alle donne. I posti letto sono in totale 24. Il servizio sarà garantito quotidianamente, festività comprese, a partire dalle 20,15 fino alle 22,30 quando scatterà la chiusura e l’ora, per chi vi è oramai entrato, di coricarsi. Il mattino successivo, l’accoglienza termina alle 8.

L’assessore alle politiche sociali Lucia Tanti: “è una città che garantisce 4 mesi su 12 un servizio importante per fare fronte alla stagione invernale e quindi all’emergenza freddo. È una risposta che dal 2015 viene data in collaborazione tra Caritas e amministrazione comunale, rafforzatasi nel 2016 grazie alla decisione della giunta di individuare una struttura, di proprietà comunale e per la quale il Comune affronta tutte le spese, destinata a dormitorio e affidata alla gestione di Caritas, ossia i locali di piazza San Domenico. Caritas che ha aperto il dormitorio alla città, facendone un patrimonio condiviso dal volontariato e dai quartieri”.

Importante anche il tema della sicurezza, assicurata dal passaggio serale degli agenti della polizia locale, una garanzia in più per i volontari, così come lo sono i Vigili Giurati che stazioneranno fuori dal dormitorio. I volontari sono in totale circa 80 persone che opereranno, alternandosi, all’interno della struttura. Venti in più rispetto allo scorso anno.

“Siamo molto soddisfatti di questa struttura e della consolidata collaborazione con il Comune di Arezzo che si rinnova anche in questa occasione, particolarmente con l’assessore Lucia Tanti, a cui va il nostro apprezzamento – ha sottolineato monsignor Giuliano Francioli, direttore della Caritas diocesana. Siamo costantemente impegnati affinché questo servizio di accoglienza per le persone senza dimora possa continuare nel solco positivo dell’esperienza degli anni passati e con un generoso e sempre maggiore coinvolgimento fattivo del volontariato associativo presente in città. Compito di una Caritas – per monsignor Francioli – è primariamente quello di diffondere e promuovere quella cultura della carità, capace di contaminare e sensibilizzare tutti, al di là delle singole appartenenze e diversità, nel rispetto reciproco, alla ricerca di possibili e concrete convergenze, volte al bene comune e in particolare verso le persone più bisognose”. 

 Il servizio invernale di accoglienza notturna per i senza dimora è, quindi, gestito dalla Caritas diocesana, attraverso i propri operatori e i volontari: volontari che “provengono da gruppi ecclesiali, parrocchie, associazioni laiche, ma anche non aderenti ad alcuna realtà ecclesiastica o parrocchiale, animati da sincero amore e disponibilità verso l’altro. C’è sempre bisogno di volontariato, di volontariato cittadino, di persone nuove che possano dare una mano alla struttura – ha detto ancora il direttore della Caritas, perché tanto c’è da fare e c’è lavoro per tutti. Il nostro è un lavoro speciale: non c’è retribuzione per quello che si fa, ma solo la consapevolezza di aver portato il proprio granello di sabbia al bene comune. E questo non ha prezzo, ma è capace di arricchire chi lo riceve e, soprattutto, chi lo fa”.         

 E l’assessore Lucia Tanti ha concluso ribadendo un concetto, che già ha sottolineato più volte: “con questo dormitorio l’amministrazione comunale risponde a un’emergenza dettata dall’arrivo dell’inverno e dalle difficoltà che questo può provocare a chi si trova senza un riparo. Ma la vera vittoria sarebbe non dovere ricorrere a questa soluzione. E a chi lo vorrebbe aperto 365 giorni all’anno replico anche quest’annoche, a mio parere, si tratterebbe di una risposta sbagliata che farebbe di Arezzo la calamita dei senza fissa dimora. Chi è in difficoltà sappia che noi ci siamo ma su decoro, sicurezza e percorsi di reinserimento sociale noi non indietreggiamo di un millimetro”.

Presenti alla conferenza stampa rappresentanti della Fraternità Federico Bindi, del Cesvot, e dei quartieri della Giostra del Saracino, tra cui il rettore di Porta del Foro Roberto Felici, da due anni volontario al dormitorio dove da quest’anno anche gli stessi quartieristi giallo cremisi inizieranno ad operare. Tutte realtà che contribuiscono all’assistenza dei più bisognosi e che hanno sottolineato l’aspetto solidale di Arezzo.