Rifiuti: governo si spacca, nuovo scontro Di Maio-Salvini su inceneritori

Roma, 15 nov. (AdnKronos) – Un nuovo scontro. L’ennesimo. Stavolta la mina sul percorso del governo gialloverde è l’affaire rifiuti a Napoli, tema molto caro ai 5 Stelle e a Luigi Di Maio. “Bisogna capire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia”, osserva Matteo Salvini arrivando nel capoluogo campano. “Non dovrei doverli imporre, so che sono decisioni che coinvolgono i sindaci, ma se c’è di mezzo la salute dei bimbi e c’è incoscienza da parte delle istituzioni locali, si può anche imporli. Se si trovano le localizzazioni bene, altrimenti le troviamo noi”, dice il ministro dell’Interno e vicepremier facendosi portavoce del governo di Roma.
Ma Di Maio non apprezza e non fa nulla per dissimulare la tensione. “Quando si viene in Campania e si parla di Terra dei Fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo – replica a stretto giro su Facebook – La Terra dei Fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di governo”. La questione irrompe nella giornata come un fulmine a ciel sereno. Qualcuno ci legge l’intenzione di alzare la posta per ottenere di più su altri tavoli caldi. Leggi, manovra economica. Ma la polemica si allarga a macchia d’olio.
I parlamentari M5S scendono subito in campo contro gli inceneritori, compatti al fianco di Di Maio su un tema che è un vero e proprio mantra in casa 5 Stelle. Il contratto di governo parla chiaro, tuonano, ricordando che a pagina 11 del documento pilastro del governo giallo verde è prevista “la chiusura degli inceneritori e non di farne di nuovi”.