Salute: ‘aspettando Crohn’, il corto degli youtuber per informare con ironia

48

Milano, 17 set. (AdnKronos Salute) – Il lato positivo? Avere “uno splendido piano di fuga” da impegni e responsabilità. Momento di confidenze fra amici, Matteo si apre e racconta cosa lo tormenta da un po’: ha la malattia di Crohn, patologia infiammatoria intestinale che in Italia conta ogni anno circa 8 mila nuovi casi. Racconta degli spasmi che lo colgono all’improvviso, dell’impatto sulla sua vita quotidiana. Gli amici ci pensano un po’, non hanno dubbi: è la scusa perfetta. “Sei libero”, gli dicono.
Per Matteo si apre un mondo: da lì in poi è tutto un “mi dispiace, ho il Crohn” per scansare gli obblighi, dai più banali a quelli ben più importanti, in un crescendo di situazioni assurde in cui basta pronunciare il nome della malattia per farsi salvare in tempo per non precipitare dall’ultimo piano di un grattacielo. Finché una ragazza nella sua stessa condizione non lo fa riflettere: “Basta organizzarsi”, dice. E il finale è tutto da ridere. Un cortometraggio semiserio è la modalità scelta per affrontare con un pizzico di ironia il tema della malattia di Crohn, sfruttando l’arte comunicativa di un trio di youtuber, ‘The Pills’, per arrivare proprio a tutti. E’ questo il cuore della campagna sociale ‘Aspettando Crohn. L’agenda impossibile’, patrocinata da Amici Onlus e Ig-Ibd (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Diseases), e promossa da Janssen Italia.
Primo passo: il corto sarà portato nelle sale cinematografiche italiane da ottobre, a partire dalla Lombardia con proiezioni a Milano, Monza e Cremona, grazie alla collaborazione del circuito ‘spazioCinema’. Seguiranno, fino a giugno 2019, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Sicilia. Oggi nel capoluogo lombardo sono state presentate le iniziative 2018-2019 della campagna, che nasce per una missione serissima: informare e sensibilizzare l’opinione pubblica. I promotori hanno scelto di arruolare il trio comico romano che affronta il tema in maniera irriverente, ma riesce a rendere il senso del messaggio. Oltre ai disturbi clinici, infatti, la malattia di Crohn è spesso causa di disagio sociale.
“Rende difficili tanto le relazioni personali e più intime, quanto quelle lavorative e sociali. E’ una malattia di cui non si parla, perché imbarazzante, per via dei classici sintomi. Spesso i malati soffrono in silenzio”, racconta Enrica Previtali, presidente di Amici Onlus, associazione che tutela le persone colpite da Mici. A volte i malati arrivano anche a rischiare “il posto di lavoro per le numerose assenze a cui sono costretti – sottolinea – E’ fondamentale che di questa malattia si parli e la si conosca”.
“Quella di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale invalidante sia dal punto di vista fisico sia psicosociale”, ribadisce Alessandro Armuzzi, segretario Ig-Ibd. “I pazienti sono per lo più diagnosticati in età giovanile, tra i 20 e i 30 anni – evidenzia – e la malattia li accompagna per tutta la vita, rendendo complicato ogni aspetto del loro vissuto. Iniziative come questa sono di notevole rilevanza sociale e testimoniano quanto sia possibile fare quando mondo scientifico e pazienti uniscono le forze”.
Il cortometraggio e le informazioni sulla campagna e sulla malattia di Crohn sono disponibili sul sito web ‘mici360.it’. “Sono molte le persone che soffrono di questa malattia, che compromette fortemente la qualità di vita – ricorda Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen Italia – Janssen non si limita a promuovere la ricerca e a sviluppare farmaci”. L’ultimo arrivato, di cui si è discusso oggi, è ustekinumab, primo di una nuova classe di anticorpi monoclonali indicati per la patologia, approvato in Italia. “Il nostro impegno – conclude il manager – va anche nella direzione delle iniziative di respiro sociale. Promuovere la conoscenza e sensibilizzare i cittadini sulla malattia di Crohn, insieme alle associazioni pazienti e al mondo scientifico attraverso una campagna sociale di respiro nazionale, ne è una chiara testimonianza”.