Sanità: cartelle cliniche rubate su ‘deep web’, vendute a 360 dollari

Roma, 12 nov. (AdnKronos Salute) – Il furto delle cartelle cliniche per rivendere le informazioni sul ‘deep web’ o per estorcere denaro per il riscatto. E’ l’ultima frontiera dei pirati informatici, un fenomeno che negli Stati Uniti sta diventando molto diffuso, frutto anche del sistema delle polizze private che fa lievitare i prezzi. E in Italia? Della situazione nel nostro Paese se ne è parlato a Roma all’Istituto superiore di sanità nel convegno ‘Blockchain in sanità: sicurezza, trasparenza e democrazia dei dati’. “Sul deep web, la parte sommersa di internet, è presente un mercato nero delle cartelle cliniche. Il valore di questo mercato dipende dai dati presenti: più sono ricche di informazioni legate alla salute del paziente, dalle terapie alle patologie croniche, più il valore sale. Si può arrivare a qualche migliaio di dollari, con una media di 360 dollari per cartella”, ha spiegato a margine dell’evento Massimiliano Barawitzka, advisor di McCann Health.
Una delle maggiori cause dietro l’elevato pericolo di finire vittima di un attacco informatico è data dalla difficoltà di mettere in sicurezza la condivisione dei dati in sanità. Molti hacker approfittano delle debolezze informatiche di enti e organizzazioni, riuscendo a mettere a repentaglio la privacy. La tecnologia Blockchain, resa famosa dal bitcoin, potrebbe essere la contromossa delle amministrazioni e istituti contro questi furti informatici. “Con la Blockchain avremmo la possibilità di alzare il livello di allerta – avverte Barawitzka – essendo questo sistema distribuito su più punti ne aumenta la sua sicurezza”.