A Tu per Tu con Francesco Rainero

Francesco Rainero, 24 anni, laureato in lettere antiche, vive e Firenze.
Scrive, canta e suona le sue canzoni e circa due anni fa è uscito Mancino, il suo primo disco.
Attore di teatro musicale dell’Accademia Musicale di Firenze e nella Compagnia delle Formiche ha partecipato nel 2014 al progetto Bande Sonore curato da Bungaro.
Nel 2016 ha vinto il LigaRockParkContest ed aperto i concerti di Ligabue a Monza e al Mandela Forum di Firenze.
Ha aperto anche il concerto di Grazie di Michele a Porto Cervo.
Vincitore di Musicultura con il brano Generazione ha aperto inoltre due concerti toscani di Francesco De Gregori a Forte dei Marmi e Castiglioncello.

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Ciao Francesco, prima di iniziare l’intervista alcune domande di carattere generale per conoscerti meglio. Qual è il tuo piatto preferito?
Non ho dubbi: la pizza!

Social Network su cui trascorri più tempo?
Amo molto Facebook perché offre un maggior approfondimento dei contenuti, ma mi sto appassionando molto anche all’immediatezza di Instagram. Se volete seguirmi mi trovate su entrambi i social: Francesco Rainero Project su FB e francesco.rainero su Instagram!

Qual è l’aspetto più bello del web e quello più brutto?
L’aspetto più bello è senz’altro la possibilità di essere connessi in una rete saldissima, che ti permette di ricevere e trasmettere informazioni in un attimo e a tutte le persone che ti interessa raggiungere. Proprio per questa facilità di condivisione c’è spesso il rischio di una bulimia di click, che spinge a dar credito a notizie false, a fomentare odio e rancore e a convincerci di padroneggiare un argomento solo per aver letto un titolo letto di fretta sulla nostra bacheca.

Il libro che hai in questo momento sul comodino?
Sono tornato da poco da un bellissimo viaggio a Istanbul da cui mi sono portato dietro dei libri sulla cultura islamica, di cui trovo alcune sfumature veramente poetiche. Al motto di “conoscere per non aver paura”.

Un libro invece che hai amato molto?
In verità moltissimi, il primo che mi viene in mente è Just kids di Patti Smith, un libro che ogni amante della musica dovrebbe leggere.

Tre film hai amato particolarmente?
Sono un grande appassionato di animazione, quindi due sono sicuramente Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet e Il libro della vita di Jorge Gutierrez. Come terzo titolo non posso non citare La grande bellezza di Paolo Sorrentino, che mi ha folgorato.

La qualità imprescindibile che cerchi in un amico?
La trasparenza.

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Iniziamo a parlare di musica. Con quali artisti di riferimento sei cresciuto?
Sicuramente con la musica italiana, in particolare i grandi cantautori, De André e Fossati su tutti. Crescendo ho ampliato molto lo spettro delle mie “masticazioni musicali”: sono orgogliosamente amante del buon pop e mi lascio trasportare volentieri anche dalle atmosfere dell’indie americano. Ma quando ne ho bisogno torno sempre “a casa”.

CD o vinile?
Se segnato dal tempo, scovato in una bancarella, polveroso e ammaccato, sicuramente vinile. Per le nuove uscite preferisco il CD.

C’è una canzone che Ti piace ascoltare in particolare nei momenti tristi?
C’è tempo di Ivano Fossati.

Quando hai iniziato a scrivere la tua musica?
Ho iniziato quando avevo circa 15 anni, e ho scritto moltissime canzoni prima di arrivare a quelle che mi hanno davvero convinto e che sono così diventate la tracklist del mio primo album Mancino.

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Quanto è difficile “lavorare” con la musica?
Estremamente difficile. Proprio perché molti non credono che “lavorare” sia una parola adatta alla musica.

Il ricordo più bello che hai del Tuo ultimo anno?
I bellissimi concerti di questa estate: per la prima volta ho girato l’Italia con la mia musica da solo o insieme ai miei musicisti (Michele Vitulli al Chapman Stick e agli arrangiamenti, Jacopo Ciani al violino e mandolino elettrico e Chiara Vichi alla chitarra acustica e elettrica), ed è stato straordinario confrontarmi con platee sconosciute e città mai viste. Salire su un palco è sicuramente la cosa più elettrizzante di questo mestiere.

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Descrivi Francesco Rainero in tre pregi e tre difetti.
Sono preciso, testardo e appassionato. Sulla linea sottile tra pregio e difetto.

I tuoi progetti futuri?
Come prima cosa continuare i concerti, ho ancora alcune date fino alla fine di ottobre e altre in definizione per i primi mesi del 2020. Tra non molto uscirà poi un nuovo progetto discografico e un singolo accompagnato da un video che trovo bellissimo e che non vedo l’ora di far vedere a tutti.

Qual è il primo pensiero quando ti svegli la mattina?
Sono vivo.