Arezzo Fiere e Congressi: trattativa con Ieg ma solo a certe condizioni

Dichiarazione del capogruppo in Consiglio Comunale Egiziano Andreani (Lega Nord)

La prima considerazione che mi preme rimarcare è la bontà dell’indirizzo uscito nell’ultima assemblea dei soci di Arezzo Fiere e Congressi. Se la trattativa con Ieg, per la vendita delle fiere orafe, verrà condotta dagli enti locali, espressione diretta dei territori e più vicini alle loro esigenze rispetto alla Regione, ne avremo da guadagnare. È significativo che un accordo di questa portata sia voluto da Comune, Provincia e Camera di Commercio, ovvero da chi conosce la realtà socio-economica locale in ogni aspetto e ha interesse a ricadute positive.

Dopo questo primo punto che attiene al metodo, credo sia però opportuno soffermarsi anche su questioni di merito: se di vendita del comparto fieristico orafo si deve parlare, chiediamo che le fiere stesse mantengano la loro sede di svolgimento in città. Oro e Arezzo sono un binomio oramai inscindibile per ragioni storiche ed evidenti anche per il presente: non ha ragione d’essere privare Arezzo, la sua economia, le sue aziende di una vetrina verso il mondo, che è il mezzo di valorizzazione di un comparto e di comunicazione d’immagine della città stessa.

C’è un secondo aspetto, non meno importante: le fiere orafe sono il gioiello di famiglia. Ritengo perciò che l’acquisto delle fiere da parte di Ieg venga abbinato alla gestione dell’intera struttura fieristica aretina per 356 giorno all’anno. Pacchetto completo. Altrimenti è troppo comodo.

Se un accordo a tali condizioni non dovesse andare in porto, potrebbero essere cercati altri partner. E perché non guardare alla creazione di un polo fieristico toscano che faccia da traino per i prodotti e le attività economiche e valorizzi il made in Tuscany.