“Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”, ultimo appuntamento

Ultimo appuntamento, martedì 3 dicembre, del ciclo di conferenze “Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”, organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo. Alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Franco Cristelli parlerà sul tema “Le tumultuose vicende degli anni Novanta”.

Il decennio 1790-1800 è particolarmente intenso e travagliato, tanto per la Toscana quanto per Arezzo. Nel 1790 il granduca Pietro Leopoldo lascia Firenze per salire sul trono imperiale di Vienna. Per alcuni mesi, prima che prendesse il potere il figlio Ferdinando III, la regione fu retta da una Reggenza poco unita, che non seppe fermare e prevenire i tumulti contro alcune riforme attuate dal “principe-filosofo” in materia religiosa e commerciale. La conferenza inserirà le vicende aretine in questo clima agitato e mostrerà come Arezzo in certi momenti fu il centro di avvenimenti che andarono ben oltre le vicende cittadine e regionali, come la sommossa contro il caroviveri (1795), la prodigiosa manifestazione della Madonna del Conforto (1796), l’insorgenza del Viva Maria e il successivo saccheggio della città da parte dei francesi (1799-1800).

Franco Cristelli, nato ad Arezzo nel 1944 e laureato in Pedagogia all’Università di Firenze, docente di Storia e Filosofia nei licei, dirigente scolastico fino al 2010, è membro di varie associazioni e fa parte dei consigli direttivi dell’Accademia Petrarca e della Società storica aretina, della quale è stato uno dei soci fondatori e per tre anni presidente. È autore di numerose pubblicazioni riguardanti il periodo mediceo-lorenese ed il primo Novecento, molte delle quali vertono sulla storia socio-politica, economica e religiosa di Arezzo e sulla massoneria fiorentina delle origini e del periodo napoleonico. Cristelli ha anche curato gli atti dei convegni “Arezzo e la Toscana tra i Medici e i Lorena (1670-1765)” e “Arezzo e la Toscana da Pietro Leopoldo a Leopoldo II (1765-1859)”, organizzati dalla Società storica.
Curato da Luca Berti, il ciclo di conferenze ha voluto riportare l’attenzione su un secolo a torto trascurato dalla storiografia locale perché considerato grigio e privo di originalità. Al contrario, le vicende politiche, culturali ed artistiche della città meritano di essere approfondite per inquadrarle compiutamente e comprendere appieno i rapporti in essere, sia all’interno di Arezzo fra i ceti e le istituzioni, sia con le città limitrofe, prime fra tutte la ‘dominante’ Firenze e la vicina Roma.
Come di consueto, l’incontro in programma all’Auditorium Ducci è ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.