Arezzo ospita dal 14 al 16 febbraio il convegno dell’Associazione italiana di Scienze della voce dedicato proprio agli archivi sonori

università studenti pionta
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A un anno dalla donazione all’Università di dell’archivio Bruzzone, che conserva le voci dei ricoverati nel manicomio del Pionta,

La professoressa Silvia Calamai: “In più della metà delle risorse orali non è accessibile”

e linguisti e oralisti possono iscriversi a un tutorial gratuito per imparare a usare tool informatici per velocizzare il di trascrizione dei documenti orali
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Sarà il Dipartimento dell’Università di Siena con sede ad a ospitare il quindicesimo convegno dell’Associazione italiana di Scienze della voce (AISV), che si svolgerà dal 14 al 16 febbraio presso il campus del Pionta (viale Cittadini) con la partecipazione di un centinaio di studiosi italiani e di altri paesi europei ed extra-europei. A distanza di un anno dalla donazione all’Ateneo dell’archivio dei nastri della storica Anna Maria Bruzzone, con le interviste realizzate negli anni settanta a decine di ricoverati nel manicomio, le tre giornate saranno dedicate proprio agli archivi sonori, che contengono una grande quantità di dati rilevanti per le scienze sociali e le discipline umanistiche ma sono ancora una risorsa poco sfruttata del patrimonio culturale immateriale.
Sarà relatore al convegno la professoressa Franciska de Jong, dell’infrastruttura di ricerca europea delle risorse e tecnologie linguistiche CLARIN (Common Language Resources and Technology Infrastructure). “In Italia – spiega la professoressa Calamai, docente di Glottologia e Linguistica generale presso il Dipartimento dell’Università di Siena, responsabile scientifica dell’Archivio storico del manicomio di Arezzo e membro del Consiglio direttivo dell’AISV – più della metà delle risorse orali non è accessibile. Se è vero che c’è attenzione verso il patrimonio rappresentato dalla voce, non si registra però un sostegno fattivo verso la sua conservazione e la sua tutela, soprattutto per gli archivi di ricerca. Nella maggior parte dei casi, tali risorse si trovano dentro le case di chi le produce o presso archivi di enti di piccola dimensione, poco finanziati e poco attrezzati per le necessità sia di conservazione che di accesso di questo tipo di fonti. Un dato drammatico è che molti degli studiosi che raccolgono archivi sul campo appartengono alla categoria dei ‘precari della ricerca’. Istituzioni, ricercatori e appassionati hanno bisogno di procedure e strategie di lavoro condivise e standardizzate che permettano a chi raccoglie materiale audio-visivo di gestire tutto il flusso relativo ai dati: dalla raccolta sul campo, alla metadatazione, alla conservazione a lungo termine, al trattamento delle questioni etiche e legali che regolano il rapporto tra il raccoglitore e la fonte, e al riuso futuro dei dati”.
Di tutti questi temi si parlerà nelle tre giornate del convegno, che vuole anche promuovere una più stretta collaborazione tra studiosi della voce, esperti di analisi conversazionale, ingegneri del suono e storici orali.
I si apriranno giovedì 14 febbraio, alle ore 10 nella sala dei Grandi del campus universitario del Pionta, con un tutorial gratuito finanziato proprio dall’infrastruttura di CLARIN e rivolto a studenti e giovani linguisti e oralisti, che potranno imparare a usare tool informatici per velocizzare il lavoro di trascrizione dei documenti orali.
Gli organizzatori locali del convegno Aisv, oltre alla professoressa Silvia Calamai, sono Letizia Cirillo, docente di Lingua e traduzione inglese ed esperta di mediazione in contesti multietnici presso il Dipartimento universitario di Arezzo e i dottorandi di ricerca Fabio Ardolino, Duccio Piccardi e Caterina Pesce.