Roberto Bardelli: “Arezzo Casa e il Partito (non) democratico”

Il consigliere Bardelli rilancia la proposta di Arezzo come sede di macroarea Ubi Banca
Il consigliere Bardelli rilancia la proposta di Arezzo come sede di macroarea Ubi Banca

Dichiarazione del consigliere comunale Roberto Bardelli

Che il Partito democratico e il centrosinistra non abbiano più i numeri per governare in Provincia è cosa nota. 

Di conseguenza, Arezzo Casa spa, le case popolari a guida rossa, nelle mani saldissime della sinistra da decenni, possono essere finalmente amministrate dal centrodestra che, compatto e confortato dai numeri, ha scelto i membri che dovranno rappresentarlo, a partire dal presidente.

Il voto definitivo doveva svolgersi oramai un mese fa ma il centrosinistra dapprima ha richiesto un rinvio, che è stato immediatamente concesso. Poi, in vero stile democratico, ha cominciato a imporre nomi, condizioni, presidente, consiglieri e linea politica. E a pretendere il voto segreto. Per non far capire chi ha votato chi. Pensare che ai tempi d’oro del soviet, il presidente di Arezzo Casa veniva proclamato per acclamazione.

Ma c’è un’altra proposta assurda sulle schede con cui esprimere le preferenze, un arzigogolo burocratico di cui risparmio i particolari. Dico solo che per ogni azione di Arezzo Casa, andrebbe stampata praticamente una scheda e su quella scriverci i 5 nomi del cda e i 3 dell’organo di controllo. Sarebbe una scelta perlomeno antiambientalista visto che occorrerebbe stamparne migliaia, abbattendo alberi e facendo impallidire Greta e tutti i suoi fan.

Diventa chiaro come questi siano i tentativi disperati di chi non si rassegna all’evidenza, ovvero che anche la Provincia di Arezzo ha cambiato pelle e che, ancora una volta, al centrosinistra non resta che aggrapparsi alla poltrona di turno. Come al solito, la democrazia è bellissima fintanto che a vincere sono loro. Altrimenti, del voto popolare se ne potrebbe fare a meno.