Cgil, Cisl, Uil, Diccap e Rsu: preintesa con il Comune sul Contratto Integrativo 2019 “Più risorse per le progressioni professionali, maggiore flessibilità dell’orario. Rispetto per chi non ha firmato, ma il muro contro muro avrebbe penalizzato i cittadini”

Giovedì 10 ottobre, dopo mesi di trattative serrate, CGIL, CISL, UIL, DiCCAP e la RSU hanno sottoscritto una preintesa con il Comune di Arezzo sul Contratto Integrativo 2019. Per questo le stesse hanno revocato lo sciopero previsto per oggi, venerdì 11 ottobre.

Nell’accordo si è trovato un ragionevole equilibrio tra le previsioni dei contratti integrativi precedenti e la necessità di dare applicazione al nuovo contratto nazionale in vigore dal 2018. Il vincolo di non poter aumentare la consistenza economica del fondo per il salario accessorio (a parte una piccola variazione decisa dal contratto nazionale) ha fortemente condizionato la trattativa. La preintesa, oltre a mantenere l’equilibrio richiesto esplicitamente dalle assemblee del 28 agosto nella distribuzione del salario accessorio, ha significativamente aumentato le risorse destinate alle progressioni professionali collegate ai risultati ottenuti e alla qualificazione raggiunta.

Si prevedono miglioramenti nell’attenzione alle esigenze familiari, aumentando la flessibilità nell’orario di lavoro, e si è condivisa l’esigenza di coinvolgere tutti i lavoratori dall’inizio del prossimo anno in un progetto sperimentale che li coinvolgerà nell’organizzazione del lavoro attraverso suggerimenti e proposte scritte che abbiano l’obbiettivo di migliorare la funzionalità di tutti i servizi.

I contenuti dell’intesa saranno sottoposti nei prossimi giorni alla valutazione dei lavoratori. Noi rispettiamo chi ha deciso di non firmare l’intesa, ma non potevamo restare ancorati ad un’unica soluzione. Abbiamo cercato una via contrattuale che fosse utile per i lavoratori e riteniamo di averla raggiunta. Il muro contro muro avrebbe solo danneggiato gli interessi dei dipendenti del Comune di Arezzo e penalizzato ingiustamente e soprattutto inutilmente l’intera cittadinanza.

Nella foto, da sinistra: Giacomo Nebbiai (Cgil), Maurizio Milanesi (Cisl), Gianfranco Torzini (Cgil), Maria Grazia Petri (Uil), Maurizio Rossi (Cgil)