Cisl: sicurezza sul lavoro, firmato il protocollo. “E ora?”

Noi la guardia non la abbassiamo. Lo scorso mese di agosto fu siglato in prefettura un protocollo sulla sicurezza al quale apposero la firma oltre al prefetto Palumbo, che ringraziamo per la solerzia e la sensibilità al problema, ben 35 soggetti espressione delle istituzioni, del sindacato, delle associazioni del mondo produttivo. Si è trattato di una presa d’atto, sottolinea Fabrizio Fabbroni della UST-CISL con delega alla sicurezza che, di fatto, concretizzava quanto le parti da tempo andavano chiedendo. Ma non basta!
Ora, continua Fabbroni, è necessario che si metta in pratica quanto sottoscritto e che le buone pratiche trovino riscontro oggettivo e che non rimangano solo nella sfera delle intenzioni.

E’ necessario, ad esempio, che si dia avvio quanto prima all’aspetto formativo. Una formazione continua che sia capace di coinvolgere lavoratore e datore d lavoro affinché si radicalizzi quella cultura della sicurezza che porta poi alla consapevolezza in quanto diritto entrambe le parti.
Ed è del tutto evidente che in questo contesto sia anche dato giusta valorizzazione a quegli organismi quali USL, VVFF, INAIL, INPS e Ispettorato del Lavoro preposti nel ruolo di accertare che la sicurezza non sia un optionals, ma un diritto ed anche un dovere. Così come è importante la valorizzazione delle parti sociali che operano all’interno dei Comitati di controllo di INPS e INAIL che, con le loro segnalazioni possono indirizzare lavoratori ed Aziende con premi ad hoc tipo i bandi ISI.

In questa seconda parte dell’anno, conclude Fabbroni, vorremmo che, per una volta, alle parole seguissero concretamente i fatti anche per rispetto a quei lavoratori che hanno perso la vita. E sono tanti anche nel nostro territorio. Un primato che non ci fa onore perché morire di lavoro nel terzo millennio deve far riflettere: una deriva che trascina nel baratro persone e dignità.
Dall’inizio dell’anno, impietosamente, i numeri ci dicono che nel primo semestre abbiamo avuto un +2.77% di incidenti mortali. Non è né accettabile tanto meno giustificabile.
Noi come CISL ci siamo e facciamo la nostra parte e vorremmo che anche altri lo facessero.