Coldiretti Arezzo: raccolta miele quasi azzerata dal maltempo è allarme nella giornata mondiale delle api

Il produttore Betti “In grande sofferenza la produzione di acacia, anche il miele di erica è in difficoltà, noi siamo passati da 20 quintali a zero. In queste settimane è stato una guerra con le sciamature che azzera completamente la produzione”.

 Non servono molti giri di parole, anche in di la produzione di miele quest’anno è praticamente azzerata a causa dell’andamento climatico siccitoso del mese di marzo seguito dai mesi di aprile e maggio, dal particolarmente capriccioso e caratterizzati da , pioggia e sbalzi termici che non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare.

L’allarme è alto, dovuto agli effetti del che rovina in la giornata mondiale delle api che si festeggia proprio oggi, 20 maggio a livello planetario, dopo essere stata istituita dall’Onu nel 2018, per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto tanto che Albert Einstein sosteneva che: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

“Con la siccità di marzo le api non hanno trovato nettare – spiega Fabio Betti, apicoltore e titolare dell’Azienda Agricola Le Poggiole con sede a – e quando tra aprile e maggio hanno cercato di nuovo il nettare non lo hanno trovato, recuperando solo polline. Le ho dovute nutrire, ripetutamente altrimenti sarebbero morte di fame”.

La pazza primavera ha creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. La sofferenza delle api – precisa la aretina – è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Fabio Betti
Fabio Betti

“Il problema è reale – prosegue Betti – io faccio i mercati di Campagna Amica oramai da oltre 7 anni, e questo è il terzo anno in cui il meteo mette seriamente a rischio le produzioni, possiamo parlare tranquillamente di annate tragiche. Pensiamo al miele di acacia, che è la produzione trainante, fino a pochi anni fa avevamo il patema delle gelate, a quello adesso si è aggiunto anche la siccità prima ed i problemi causati dalle abbondanti poi, con questo cattivo tempo non ho provato nemmeno a spostarle in zone diverse perché l’allerta è alta dappertutto. Non solo l’acacia, anche il miele di erica è in difficoltà, noi siamo passati da 20 quintali a zero. In queste settimane è stato – prosegue Betti – una guerra con le sciamature, stando dentro comincia lo sviluppo, la famiglia cresce in sovrabbondanza, e con il primo miele che hanno potuto raccogliere e le famiglie fortissime, hanno allevato celle reali e le famiglie si dividono ed escono facendo la sciamatura cosa che azzera completamente la produzione”.

In questo clima incerto, rilevanti sono le importazioni dall’estero che nel 2018 sono risultate pari a 27,8 milioni di chili in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 11,3 milioni di chili e la Cina con 2,5 di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare.

“Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli o nei mercati di Campagna Amica” consiglia il presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci. Il miele prodotto sul nostro territorio dove non sono ammesse coltivazioni Ogm  è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua il Presidente – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.