Comitato per la rinascita del Pionta: “gli edifici non utilizzati siano inseriti nel progetto di recupero. L’area sia sempre più valorizzata e vissuta dai cittadini”

 

Il Comitato Rinascita Pionta, formato da vari cittadini e associazioni che hanno a cuore la riqualificazione dell’area,  ha presentato una specifica osservazione al Piano Operativo del Comune di Arezzo in coerenza con l’impegno e le richieste sin qui sviluppate.

 

Il Comitato, negli incontri sin  qui avuti con i vari enti proprietari (Comune, Usl  e Università),ha avanzato due richieste basilari per procedere nel recupero e valorizzazione dell’area. La prima è l’istituzione di un  tavolo di confronto permanente e non episodico, coordinato dal Comune, partecipato dagli enti e dalle vaie associazioni riunite nel comitato. Questo al fine di superare la frammentarietà degli interventi, e la mancanza di un coordinamento come fino ad oggi registrato.

La seconda è quella di costruire un progetto unitario, organico e partecipato di riqualificazione dell’area che consideri tutti gli aspetti: dal recupero degli edifici per rafforzare le vocazioni dell’area (polo della formazione, servizi sanitari territoriali, spazi aggregativi e culturali), alla manutenzione, sosta, accessi, controlli, sviluppo delle attività aggregative, ecc.

 

Per tutto questo rappresenta una grave carenza la mancanza nel Piano Operativo adottato recentemente dal Comune di Arezzo, di qualsiasi indicazione rispetto al Pionta, a una grande area interamente pubblica che collega la stazione e il centro con i quartieri di Saione e Pescaiola., che presenta tanti criticità ma anche potenzialità per la città.

L’osservazione, accompagnata da una planimetria che definisce l’area e da un documento di intenti sottoscritto da sedici associazioni cittadine che partecipano al Comitato, chiede di legare gli interventi nell’area alla adozione di un  piano attuativo unitario, comprendente  il parco del Pionta, la zona ospedaliera, il campus universitario, le varie scuole presenti , il sito archeologico e le aree pubbliche comprese in questo comparto individuato.

Tale strumento dovrà consentire una rigenerazione urbana e riqualificazione di questa parte così importante della città con la partecipazione degli Enti proprietari, degli Enti del terzo settore interessati e dei singoli cittadini.

Questa operazione dovrà diventare un laboratorio urbanistico che consenta di sperimentare una metodologia di urbanistica partecipata anche da applicare per altre parti della città.

Infine si propone di bandire un concorso di idee che possa consentire di sviluppare una qualità progettuale nella ridefinizione urbana di questa zona.