Davide Cassani ospite del Giardino delle Idee per presentare il suo libro “Le salite più belle d’Italia

 

Ha partecipato a nove mondiali, è stato un ottimo gregario e ha cercato di rubare quello che ha imparato dal suo maestro, Alfredo Martini.

Nelle corse è molto importante l’esperienza, l’abitudine a confrontarsi con le logiche di gara e Alfredo è stato prezioso proprio per questo”.

La sua intenzione è quella di ispirarsi a quel modo d’intendere la nazionale, ossia un gruppo unito, coeso, in cui debba prevalere sempre l’interesse comune, il gioco di squadra per arrivare all’obbiettivo finale, che è riportare la maglia iridata nel nostro paese.

Il mondiale è una corsa affascinante, sempre diversa, in cui può accadere di tutto.

Quando ha esordito, le bici pesavano nove chili e si correva con la maglia di lana.

Oggi sono cambiate moltissime cose, dall’alimentazione ai materiali, dal modo di stare in sella all’interpretazione delle corse.

Di costante, però, c’è la fatica, la solitudine e il sacrificio che uno sport come il ciclismo impone e, ovviamente, trasmette.

Ecco perché il ciclismo non può non essere uno sport popolare.

Quando Davide Cassani dice che non ci sono parole per descrivere qualcosa, dobbiamo veramente credergli perché lui le parole le sa sempre trovare, e scrivere bene è una delle sue tante qualità.

L’incontro al Giardino delle IDEE ha regalato al tantissimo pubblico presente la possibilità di incontrare da vicino un campione di sport e di vita.

Educato, gentile, sempre disponibile.

Grande lettore delle dinamiche in corsa, in grado di unire la competenza statistica al calore del racconto, ingrediente irrinunciabile per lo sport per eccellenza, il più faticoso, il più popolare, il più bello e, al contempo, ingrato.

Il ricordo piu’ bello?

Ce ne sono moltissimi, ma, dovendo scegliere, direi i mondiali di Renaix e Stoccarda, quelli in cui sento di aver contribuito attivamente alle vittorie di Fondriest e Bugno”.