Degrado nei cimiteri del Comune: loculi e tombe in stato di abbandono

Degrado nei cimiteri del Comune: loculi e tombe in stato di abbandono
Degrado nei cimiteri del Comune: loculi e tombe in stato di abbandono

Alla pagina nel cuore – Contro i cialtroni sono arrivate in questi giorni svariate segnalazioni di degrado, incuria, cattivo stato di conservazione dei manufatti e presenza di erbacce presso alcuni cimiteri del nostro . Lo rivela la consigliera comunale Meri Stella Cornacchini (Forza ).

Sono state così documentate gravi situazioni che mettono in evidenza la mancanza di rispetto dei luoghi sacri di culto e della memoria dei defunti. Molti loculi e tombe si presentano in stato di , alcune cappelle private versano in condizioni precarie di manutenzione e numerose sepolture a terra sono caratterizzate dalla presenza di erba alta, piante, cespugli e piccole alberature, che in alcuni casi costituiscono anche un ostacolo per il passaggio tra le varie tombe e gli spazi circostanti: un colpo d’occhio niente affatto decoroso e che svilisce il riguardo che sarebbe dovuto ai cari estinti.

 

“Abbiamo immediatamente inoltrato queste rimostranze al presidente di Multiservizi, Luca Amendola, – ha spiegato Cornacchini – il quale ci ha fornito una pronta risposta, spiegando che gli eredi (concessionari) hanno il dovere di provvedere alla cura ordinaria della tomba, mentre grava sul Comune solo la manutenzione straordinaria legata ai più rilevanti, dal rifacimento delle coperture all’intonaco.

I concessionari e i successori devono quindi farsi carico per tutto il tempo della concessione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle eventuali opere aggiuntive che l’amministrazione ritiene indispensabili o anche solo opportune per ragioni di decoro, di o di igiene. Quindi, con grande disponibilità, pur facendoci presente che non è compito di Multiservizi, il presidente ha assegnato ai propri dipendenti il compito di rimuovere il degrado delle aree segnalate, con particolare riferimento al principale cittadino e a quello di Santa Firmina”.