Fratres su emergenza sangue: “potenziare il centro trasfusionale per favorire l’accesso dei donatori vecchi e nuovi”

“In un periodo di emergenza sangue come quello attuale in Toscana, saltano ancora di più agli occhi alcune disfunzioni del centro trasfusionale di Arezzo che riteniamo giusto evidenziare non per fare polemica, ma per migliorare la situazione e consentire a sempre maggior numero di cittadini di diventare donatori”. Il Presidente del gruppo Fratres “Giovanni Paolo II” di Arezzo Carlo Mencarelli sottolinea le problematiche che vive quotidianamente il centro trasfusionale aretino, suggerendo anche alcune possibili soluzioni.

“Si parte dalle carenze di organico, che vedono l’assenza di un primario dal 2018 e una carenza di medici e infermieri che invece, se in numero adeguato, renderebbero possibile una maggiore flessibilità di orari sia per le donazioni che, soprattutto, per le prime visite: Su queste, inoltre, c’è l’ulteriore incongruenza dell’apertura pomeridiana in orari nei quali non è possibile effettuare l’Elettrocardiogramma.

Quello che proponiamo, ovviamente grazie all’aumento del personale che è condizione indispensabile, è un’apertura anche il pomeriggio per le donazioni e, come avviene anche in altre realtà come il Valdarno, quella di una domenica al mese. Riteniamo inoltre necessari anche un ammodernamento di locali del centro e una maggiore sensibilità dei datori di lavoro nei confronti dei donatori nel concedere il giorno di permesso previsto per chi dona sangue. Si ricorda che la donazione si può effettuare dai 18 ai 65 anni d età. Su questi e altri temi, infine, chiediamo un incontro al DG della Asl Toscana Sud Est”, conclude il Presidente del gruppo Fratres “Giovanni Paolo II” di Arezzo Carlo Mencarelli.