Il contemporaneo e la commedia, il Teatro Verdi racconta i risultati di una stagione da incorniciare

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Non sono passati che pochi giorni dalla chiusura dell’ultimo sipario e il Teatro Verdi di Monte San Savino racconta gli esiti di una stagione teatrale da incorniciare per gli straordinari risultati raggiunti. Il Verdi si conferma così un punto di riferimento in Val di Chiana per la capacità di attrarre pubblico, valorizzare il territorio e allo stesso tempo stimolare il dibattito culturale con proposte innovative e coraggiose. Come “White Rabbit Red Rabbit” di Nassim Soleimpanpour portato in scena da Amanda Sandrelli, direttrice artistica del teatro a fianco di Luca Roccia Baldini, uno tra gli appuntamenti che più hanno riscosso l’apprezzamento del pubblico in un evento irripetibile in unica data.

Entusiasti i firmatari della stagione, Comune di Monte San Savino, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Officine della Cultura e A.S. MonteServizi, con lo soddisfazione d’aver elaborato un cartellone articolato che, anche nella parte di stagione off – tra gli spettacoli più apprezzati della off “Donna non rieducabile” con una magistrale Ottavia Piccolo – e di eventi speciali, insieme alla valorizzazione di alcuni tra gli appuntamenti del Festival dei Diritti, ha registrato una presenza costante di pubblico.

Ben 5 i sold out della stagione 2018/19 dovuti, oltre ad Amanda Sandrelli, alla presenza di artisti e compagnie, note e meno note, con una cospicua presenza di proposte provenienti dal territorio, di grande professionalità, quali: Luca Argentero, Valentina Lodovini, Ottavia Piccolo, Paolo Triestino, Antonello Fassari, Alessandro Riccio, Daniele Marmi, Alessandro Marini, Valentina Cidda, Eleonora Betti, ORT, Gli Omini, Compagnia Francesca Selva, Acab, Orto degli Ananassi, Accademia dei Semplici, Associazione Voceincanto, Danz’Art. Attestata a 140 la presenza media di spettatori, pari al 78% della capienza del teatro, per una partecipazione complessiva per i 16 spettacoli tra stagione ufficiale, stagione off ed eventi speciali, di 2212 spettatori paganti.

Monte San Savino chiude dunque il sipario del Teatro Verdi ma non l’appeal per gli appassionati del teatro e della musica, classica e d’autore, in attesa di una nuova estate all’insegna degli eventi che, realizzati in collaborazione con Officine della Cultura, illumineranno i XXV anni del Festival Musicale Savinese e, insieme, del Festival delle Musiche in Val di Chiana.