“Il nulla e il problema del fondamento”, giornate di studio ad Arezzo con due filosofi di fama internazionale

Perché esiste ciò che esiste? Perché esiste qualcosa piuttosto che niente? Qual è il fondamento di ciò che c’è? Queste antiche domande, a cui per secoli filosofi e scienziati hanno tentato di rispondere, impongono di meditare su quella che sembra essere in assoluto la più profonda di tutte le questioni, la distinzione tra essere e non-essere, tra ciò che esiste e il nulla. «Sono domande che chiamano in causa Dio, il Big Bang, la fisica classica e quantistica, il senso della vita e della morte e tante altre questioni del pensiero scientifico e filosofico contemporaneo – spiega Paolo Piccari, docente dell’Università di Siena – . Sono “perché” assoluti, netti, potenti, che lasciano pensierosi e silenti. Qualcuno ha detto che la domanda “Perché c’è qualcosa anziché il nulla” è così profonda che può porsela anche un bambino. Del resto, interrogarsi sul nulla è tutt’altro che banale, perché come sottolineava Leibniz, il nulla è la più semplice delle realtà possibili: la più armoniosa, la meno arbitraria, la più equilibrata. Eppure esiste qualcosa».

A questi temi è dedicato il convegno “Il nulla e il problema del fondamento”, organizzato ad Arezzo da Paolo Piccari, docente presso il Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena, in collaborazione con il Giornale di Metafisica.

I lavori si svolgeranno presso il campus universitario del Pionta (Viale Cittadini) il 19 e 20 novembre con inizio alle ore 9,15 e vedranno la partecipazione di numerosi studiosi italiani e stranieri, tra cui Peter van Inwagen, uno dei maggiori filosofi statunitensi, professore emerito della University of Notre Dame nell’Indiana e membro dell’American Academy of Arts and Science, e Achille Varzi, professore di Logica e Metafisica alla Columbia University di New York.