Il Rock Agricolo dei Sexypenta

I Sexypenta nascono tra fine 2003 e inizio 2004 da un’idea di Luca Cinquanta e Maurizio Brezzi, rispettivamente cantante e chitarrista.

Si racconta che i due fossero in cima al tetto dell’ex Ausonia di – pare per effettuare lavori di manutenzione – quando arrivò improvvisa l’ispirazione: fondare un gruppo che cavalcando l’onda del Agricolo potesse incontrare tanti generi, dall’Hard al Punk dei sobborghi londinesi.

Poi un lungo periodo di apparente inattività di circa dieci anni.

Ma Luca Cinquanta è ancora molto ispirato, scrive testi e sogna di rifondare la band, spostandosi questa volta verso il basso per la scelta dei nuovi componenti.

Il suono potente del si avvicina al , strizzando l’occhio al Blues.

Dopo alcuni aggiustamenti di formazione i Sexypenta arrivano l’anno successivo all’assetto definitivo con Luca Cinquanta alla voce, chitarra, armonica, cazoom e motosega, Thomas Crocini alla batteria, Tommaso Dragoni al basso e voce e Lorenzo Dini alla chitarra.

Le loro prime uscite in di sono tutte sold out.

Il Rock Agricolo è tornato!

I Sexypenta sono tornati con le loro canzoni graffianti e per certi versi bizzarre.

E sono tornati con le loro esibizioni live piene di energia e divertimento.

Ciao Ragazzi. Siete una band attiva da tre anni ma nata quindici anni fa. Quanto e in cosa vi sentite diversi rispetto agli esordi?

Nella prima formazione eravamo tutti di Pratovecchio e Stia, adesso abitiamo ai lati opposti del Casentino ed è molto piu’ complicato trovarsi per provare e registrare, anche perché non abbiamo uno studio tutto nostro, mentre prima invece si. Siamo però rimasti fedeli al nostro sound, e adesso siamo tutti molto piu’ consapevoli e determinati.

Tra poco uscirà un vostro nuovo cd. Quale sarà il titolo e soprattutto quale è stato il processo creativo che ha portato alla scrittura dei nuovi brani?

Abbiamo già prodotto il singolo dal titolo Coppa gota – tecno rmx che proponiamo nei nostri concerti, mentre il cd che è in produzione comprenderà quattro di battaglia della vecchia formazione riarrangiati, e altri sei nuovi brani.  I nuovi pezzi, scritti dal nostro cantante Luca Cinquanta, trovano ispirazione nel grunge del periodo d’oro.  Brani scritti tutto d’un getto, pancia e cuore, è bastato davvero poco per trovare il feeling e l’arrangiamento tutti insieme. Erano già perfetti. Il singolo è stato missato dal nostro batterista che ha fatto un lavoro eccezionale.

Vi siete avvalsi di qualche collaborazione durante le fasi di arrangiamento, registrazione o missaggio?

Il disco è completamente auto-prodotto, le uniche collaborazioni di cui ci siamo avvalsi sono i cori, dove ci hanno aiutato due amici: Marco Corazzesi (aka Comakema) e Davide Boschi.

Il vostro sound è pieno di contaminazioni, dal rock al punk fino al grunge. Come siete arrivati a questa sintesi di sonorità?

E’ stato naturale ascoltando artisti come Hendrix, Bob Marley, Nirvana, Smashing Pumpkins, Pearl Jam, Black Sabbat, CCCP, e Mia Martini. Ogni componente della band ci ha messo del suo: Tommaso con la sua formazione punk ha richiamato il suono della band degli esordi, Lorenzo con le sue attitudini rock-blues ha evidenziato sonorità più anni 60-70. A Thomas invece il compito di mettere tutti d’accordo. In fondo non è questo ciò che devono fare i batteristi?

Quali sono gli artisti di riferimento che ritenete siano stati importanti per il vostro percorso musicale?

Oltre a quelli che abbiamo già citato tra i più importanti sicuramente Pink Floyd, Doors, Beatles, Rolling Stones, David Bowie, Deep purple, Red Hot Chili Peppers, Faith No More, Stooges, Velvet underground e Jane’s Addiction.

crocio

E’ previsto un tour promozionale per il disco? 

Si, abbiamo inaugurato la stagione con un concerto al River Piper a Strada in Casentino, e proseguiremo durante tutta l’estate. Gireremo la , da Castelfranco, a Pisa, a Rosignano e tanti altri bellissimi luoghi. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook dove troverete tutti i dettagli delle date.

Prima di continuare alcune curiosità. Qual è il social network sul quale trascorrete più tempo? 

Facebook sicuramente.

A Vostro parere qual è l’aspetto più bello del e quello più brutto?

L’aspetto più bello è che mette a portata di mano una quantità di informazioni importanti che prima non erano accessibili a tutti. Il più brutto? Sicuramente c’è anche quello, ma come tutte le cose è giusto cogliere sempre il lato positivo. Lo scriviamo anche nei nostri testi, vivere con positività, guardare avanti e mai indietro. Anche per questo vi consigliamo di ascoltare le nostre canzoni, sono divertentissime, lo giuriamo!

Torniamo alla musica. Una domanda fin troppo ovvia. Come mai la scelta di chiamarvi Sexypenta?

Viene dal soprannome del nostro cantante e frontman Luca.

Siete del Casentino, terra con un vivace fermento artistico. Che aria si respira in questo momento?

A livello musicale ci sono gruppi molto bravi e di ogni genere dalle nostre parti. Purtroppo però la nostra è una vallata tagliata fuori, nel senso che non è facile trovare spazio. Gruppi come il nostro devono affidarsi ai pochi locali che ancora fanno della musica dal vivo, pochi straordinari eroi. Auspichiamo una svolta da parte delle istituzioni, magari con agevolazioni per locali e band. Spazi aperti alla musica sono davvero fondamentali per coltivare l’arte e nel nostro caso la musica.

Essere indipendenti è una scelta di libertà artistica. Come giudicate la musica italiana attuale?

Se intendi la musica italiana di successo, non potrà mai essere indipendente a nostro avviso, però non si sa mai: “uno su mille ce la fà” canta Gianni Morandi. Di fatto comunque, la musica e i musicisti italiani ci sono sempre piaciuti. Li riteniamo di ottima qualità. I Talent show come X Factor sono una vetrina o una trappola? Sicuramente sono una vetrina, ma l’effetto che hanno è più quello di uno ZOO.

Una considerazione finale: un progetto è un viaggio, un percorso che si arricchisce continuamente. Gli obiettivi cambiano, i sogni e le visioni cambiano prospettive. Nel progetto Sexypenta è la passione il collante primario? 

La passione per la musica sicuramente. Quando ad un concerto riesci a coinvolgere il pubblico la soddisfazione è tanta. Però sono importanti anche le piccole cose come lo stare insieme durante prove, o viaggiare per raggiungere un locale per un concerto, cose speciali tra un gruppo di amici.

A quale altra domanda avreste voluto rispondere? 

Vi ritenete autentici e sinceri nei vostri testi? La risposta è si perché il rock agricolo che noi facciamo è uno stile di vita oltre che un genere musicale. Ogni componente dei Sexypenta trova ispirazione di vita in questo genere. La terra, i gesti e gli insegnamenti tramandati dai nostri nonni che la nostra terra l’hanno vissuta con amore sono importanti. Tra di noi c’è chi taglia la legna per vivere e chi produce olio e chi lavora la pelle a mano. Lavori comuni di una volta che speriamo continuino ad ispirarci.


Sexypenta

Una marea di folla scatenata che balla felice al ritmo del rock agricolo dei Sexypenta.

Applausi, standing ovation e urla di gradimento da parte dei fan entusiasti dalla mole di talento e adrenalina che i Sexypenta sprigionano ad ogni live.

Le loro canzoni, tutte di sostanza, prendono forma di un divertissement nudo e crudo ma presentato in maniera qualitativa e assolutamente mai priva della carica energetica del rock.

Normalmente siamo abituati ad associare il rock alla e al junk food e penso ai grandi concerti e raduni musicali in giro per l’Europa.

Qui la musica è un’altra.

Il rock dei Sexypenta si sposa con il vino, con il formaggio, con tutti i prodotti che rendono onore all’Italia e al made in Italy.

E le atmosfere che ne escono sono davvero uniche, indescrivibili per chi non ha mai assistito ad un loro concerto.

Sexypenta

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