La biblioteca dei “libri viventi” oggi nel campus del Pionta per combattere i pregiudizi

Tanti lettori in fila per prendere in “prestito” i titoli della prima “Human Library” ad Arezzo

Prima “Human Library” oggi ad Arezzo per combattere i pregiudizi. L’iniziativa si è svolta nei giardini del campus universitario del Pionta nell’ambito del “Festival dell’educazione”, che prosegue fino a domani su iniziativa del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Siena e che quest’anno è stato dedicato ai temi dell’inclusione sociale e della prevenzione della radicalizzazione.

Nella “Biblioteca vivente” – nata da un’idea della ong Stop the Violence quasi vent’anni fa in Danimarca – si possono prendere in prestito persone in carne e ossa che raccontano la parte della loro storia che più spesso suscita diffidenza per aiutare il “lettore” a superare i propri pregiudizi verso diversità di origine etnica, di genere, di religione, di stili di vita. Oggi i “bibliotecari” della biblioteca vivente hanno proposto ai lettori titoli diversi, ciascuno corrispondente a un “libro vivente”, tra i quali “La terrorista”, “La poverina”, “Nero”, “L’albanese”, “Bulimia prima e dopo” e molti altri.

A questa seconda giornata del Festival parteciperà stasera anche la giornalista e regista Francesca Mannocchi (dalle ore 19), autrice di reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia, Egitto, Afghanistan che ha presentato il suo libro “Io Kahled vendo uomini e sono innocente”, storia di un trafficante di esseri umani che racconta la tragedia dei migranti, carnefice e vittima anche lui del ricatto del suo Paese (Einaudi).

Il Festival si concluderà domani, mercoledì 5 giugno, dalle ore 11 con il workshop con la performer Chiara Bersani, premio Ubu 2018 come migliore attrice under 35. Affetta da osteogenesi imperfetta, attrice dal corpo “non conforme”, come lei stessa lo definisce, Chiara Bersani torna ad Arezzo per condurre, dalle ore 11 e fino al pomeriggio, un workshop con gli studenti per comprendere le sfide della diversità e della costruzione di società inclusive attraverso le arti performative.